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Archive for novembre 2008

Quiz giapponese n° 1

Schermo di un karaoke-foto by Laura

Schermo di un karaoke-foto by Laura

Ecco il primo quiz di Higashi no kaze! Molto difficile, per veri esperti!!

Chi risponderà alle seguenti domande si aggiudicherà i miei più sinceri complimenti:

Che canzone compare sullo schermo?

Qual’è il nome del gruppo?

Come si chiama il cantante?

Vi posso aiutare dicendovi che si tratta di una sigla…ma di cosa?

In bocca al lupo! E non vale fare una ricerca con google se si conosce il giapponese  😉

Ah…dimenticavo…l’immagine non può aiutarvi…fate affidamento solo sul testo…

04/12/08  è passato quasi un mese dal post e nessuno ha indovinato…aggiungo un indizio…è la sigla di un drama…

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Corvo giapponese, foto by Sabrina Travi

Corvo giapponese, foto by Sabrina Travi

Spesso vediamo comparire dei corvi (karasu 烏) nei manga o negli anime (ad esempio in City Hunter) per sottolineare una situazione imbarazzante o comunque quando un personaggio fa qualcosa di stupido. Questo è perchè il suono onomatopeico del verso del corvo in giapponese è “Ahou Ahou” che tradotto suona più o meno come “idiota idiota”.

Un altro motivo è perché il Giappone è pieno di corvi! Enormi!! Non so dalle altre parti, ma a Kyoto e a Tokyo dominavano incontrastati! Non vi dico nel parco di Ueno!! Migliaia!!

Ecco un video interessante sulle abitudini dei corvi metropolitani! Amando le noci, ma non riuscendo ad aprirle lasciandole semplicemente cadere dall’alto, i corvi hanno studiato un ingegnoso sistema: lasciano che siano le ruote delle macchine a romperle! Ma come fare per non rimanere schiacciati loro stessi? Basta farle rompere su un passaggio pedonale! Quando il semaforo è verde per i pedoni è il momento giusto per correre a nutrirsi! (penso che facciano riferimento al suono del semaforo più che al colore…i corvi vedono i colori? Mah..onestamente non lo so….)

Commento di David Attenborough (il Piero Angela britannico), video della BBC:

Esiste anche una figura mitologica legata al corvo: il Tengu…ma di questo parleremo un’altra volta….

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Nodame cantabile

NOdame cantabile

Nodame cantabile

Quando mi piace questo anime! Ho appena terminato di vedere la prima serie, 23 puntate, e ho scoperto che esistono anche il manga e il drama (oltretutto l’anime è del 2007, mentre il drama è del 2006).

Assolutamente consigliato a tutti, ma soprattutto agli amanti della musica classica!

Nessuno ha ancora acquistato i diritti per l’Italia, perciò per ora si può trovare solo in lingua giapponese sottotitolato in italiano o in inglese.
Trovo molto divertente sentire usare i termini relativi alla musica in italiano!
Parlando con un mio amico giapponese che ha studiato musica ho scoperto che è proprio così: allegretto, andante…etc. etc….e lui pensava che fossero termini francesi! 🙂
I protagonisti sono Shinichi Chiaki, musicista di grande talento che sogna di diventare un direttore d’orchestra, bloccato dalla sua fobia per gli aerei (rimanendo in Giappone la sua carriera ne risentirebbe molto, visto che la patria della musica classica è l’Europa) e Megumi Noda, pianista di incredibile talento, ma disordinata, pasticciona, molto strana e che ama suonare a orecchio, ignorando gli spartiti. Entrambi frequentano il conservatorio Momogaoka e sorpresa sorpresa…sono anche vicini di casa. Non dico di più per non rovinare la visione a chi ha intenzione di gustarsi questo splendido anime, vi lascio con il video del pezzo che ho apprezzato di più, il concerto per piano n° 2 di Rachmaninoff, veramente da pelle d’oca!
Dovrebbe partire a breve il sequel intitolato Nodame cantabile: Paris. Non vedo l’ora!
Nel frattempo mi godrò il drama..Vi saprò dire!

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Un commentino veloce veloce anche alla versione inglese di wikipedia sulla lingua giapponese.

http://en.wikipedia.org/wiki/Japanese_language

Ovviamente riferito alla versione di oggi 6 novembre 2008.

Rispetto alla versione italiana è di più facile comprensione (ovviamente per chi conosce bene la lingua inglese), approfondisce maggiormente alcune sezioni (interessante la questione dei dialetti, consigliato il link a japanese dialect) e in effetti è già strutturato come vuole wikipedia.

In conclusione: è preferibile alla versione italiana.

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Il primo sito riguardante la lingua giapponese che esaminerò è proprio la famosissima Wikipedia, per ora solo la versione italiana

http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_giapponese

 Direi che la pagina italiana è molto ben fatta, anche se non la consiglierei a una persona che si sta avvicinando per la prima volta alla lingua giapponese, perché sembra più adatta a chi mastica già un po’ di linguistica, visti i termini usati. Con i vari link alle parole più “difficili” anche un neofita potrebbe districarsi nella seguente frase che porto ad esempio:

“Dal punto di vista tipologico il giapponese presenta molti caratteri propri delle lingue agglutinanti del tipo SOV, con una struttura “tema-commento” (simile a quella del coreano e del cinese). La presenza di alcuni elementi tipici delle lingue flessive ha spinto tuttavia alcuni linguisti a definire il giapponese una lingua “semi-agglutinante”.”

ma la cosa potrebbe risultare piuttosto tortuosa e potrebbe quindi far passare la voglia a chi si accosta alla lingua giapponese per semplice curiosità.

Pagina vivamente consigliata invece a chi ha già qualche nozione di lingua giapponese o di linguistica generale e che vuole fare il punto della situazione o approfondire alcune parti, ad esempio la fonologia.

Ovviamente, per la natura stessa di wikipedia, il mio commento vale per la versione del 5 novembre 2008, in seguito i contenuti della pagina sulla lingua giapponese potrebbero variare.

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Un distributore di bibite giapponese

Un distributore di bibite giapponese

Una cosa è certa: in Giappone non morirete mai di sete, a qualsiasi ora del giorno e della notte! Ovviamente se avete degli spiccioli in tasca…

A ogni angolo troverete distributori di bibite fredde, anche troppo fredde forse, e bevande calde. I prezzi sono abbordabili, di solito sui 100-140 yen, ovvero 0,80-1,20 euro circa. Di solito sono presenti le solite marche internazionali, come Coca cola e Pepsi e quelle autoctone come la Pocari Sweat, vista in migliaia di manga e anime (Slam Dunk per esempio), una bibita molto leggera con integratori, una specie di Energade in versione light tanto per capirci.

Sconsiglio agli italiani qualsiasi cosa sia classificata come caffè (cappuccino compreso), perché tendenzialmente sarà un caffè all’americana, non l’espresso al quale siamo abituati noi, ma questo è solo un mio gusto personale, magari c’è a chi piace…in effetti i giapponesi lo bevono, gli americani pure…(de gustibus non disputandum est.).

Ovviamente vicino a ogni distributore troverete i rispettivi cestini per la raccolta differenziata e altrettanto ovviamente potrete constatare che tutti i giapponesi li usano…quanta strada che dobbiamo ancora fare noi! Più che nelle istituzioni nell’educazione della gente…In Italia hanno provato a metterli nelle stazioni più frequentate (ne ho visti a Genova), ma ogni cestino è pieno di “intrusi”!

Tornando alle bevande: una bibita che mi ha lasciato perplessa è la fantomatica Fanta grape, ovvero una Fanta all’uva! L’ho assaggiata due volte e non ho capito se mi sia piaciuta o no, ma di sicuro dà dipendenza. In questo momento ho un desiderio irresistibile di berla..ma mi sono quasi disintossicata, anche perché qua non si trova…

Fanta grape

Fanta grape

Immaginatevi un gusto incredibilmente dolce, come di mosto, con le bollicine!

Non ho avuto modo di assaggiarli, ma dovrebbero esserci anche alti tipi di Fanta a noi sconosciuti, come quella all’ananas e quella al mandarino.

Una curiosità: nel maggio 2007 si vociferava che che la società giapponese Apex corporation, leader nel settore distributori di bibite, in collaborazione con l’agenzia pubblicitaria WillB, avrebbe sperimentato un nuovo sistema pubblicitario, ovvero bibite calde gratis in cambio della visione di spot pubblicitari. Partenza con qualche decina di distributori nell’area di Tokyo, per poi espandersi in caso di successo…

Praticamente, mentre aspettate la vostra buona bibita calda, vi sorbite una pubblicità sullo schermo del distributore e il costo del prodotto che consumerete sarà coperto dallo sponsor, che magari metterà il suo marchio anche sul bicchierino. Il nome del servizio è «Medicafè».

Purtroppo non ho trovato nessuna notizia su come sia andato l’esperimento, ma suppongo male, dato che non ne ho viste in giro…qualcuno sa qualcosa?

Non so cosa ne pensiate voi, ma personalmente vorrei che fosse sperimentato anche in Italia! Visto che tanto bisogna comunque aspettare che la bevanda sia pronta e che nessuno vi obbliga a fissare lo schermo… (i Giapponesi probabilmente lo fisserebbero per senso del dovere) 😉

Problema: siamo in Italia e gli schermi durerebbero poco, basta guardare la fine che fanno i distributori nelle stazioni e i nuovi schermi pubblicitari (vedi stazione di Genova Brignole). Magari però nei centri commerciali…

Altra curiosità: in Giappone potete trovare distributori per molte cose, dagli ombrelli al cibo.

Ecco un sito dove potrete trovare ogni genere di distributore:

http://www.photomann.com/japan/machines/index.htm

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Ledificio della Nihon ki-in

L'edificio della Nihon ki-in

Ebbene sì, in Giappone ho visitato la Nihon ki-in (日本棋院)! La maggior parte di voi penserà :- E quindi?- Ma gli appassionati di go forse mi invidieranno un po’…perché stiamo parlando della sede dell’associazione giapponese di go di Tokyo, che gestisce le attività professionistiche relative al go, organizza i tornei più importanti, attribuisce i gradi dei giocatori e forma gli insei, ovvero i futuri aspiranti giocatori professionisti di go. Viene mostrata molte volte nel manga e nell’anime di Hikaru no go .

Per par condicio citerò anche la sua concorrente, la Kansai ki-in (関西棋院) .

Ecco il link al sito della Nihon ki-in (versione inglese): http://www.nihonkiin.or.jp/index-e.htm

E quello ad un sito che mi sembra interessante, basato sulle esperienze di un insei (sempre in inglese):

http://www.361points.com

Purtroppo, non avendo molto tempo a mia disposizione ed essendo un po’ intimidita dalla serietà del luogo, ho visitato solo il piano terra dove c’è un piccolo museo sul go e ho fatto una capatina al negozio, che se non ricordo male è al quinto piano, dove ho acquistato 2 bellissimi libri sul go. C’erano dei goban splendidi, ma che prezzi!! Presumo che fossero in legno kaya…

Per chi si trovasse a Tokyo e volesse visitare la Nihon ki-in ecco una mappa:

Mappa per arrivare alla Nihon ki-in

Mappa per arrivare alla Nihon ki-in

Non è stato difficile trovarla, ma non lasciatevi ingannare dalle foto e dalla mappa, è situata in una stradina molto stretta e il palazzo è molto più piccolo di quello che sembra!

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