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Archive for the ‘Cucina giapponese’ Category

Vi segnalo il seguente evento:

Venerdì 5 febbraio alle ore 18.00 nella sala rossa del comune di Savona si terrà la presentazione della nuova guida di Tokyo scritta da Anna Cenerini Bova, avvocato, che ha vissuto in Giappone dal 2003 al 2008 insieme al marito, Ambasciatore d’Italia.

Guida di Tokyo

Il volume, realizzato in collaborazione con Lucia Cenerini e Luminita Brebenel, è una guida un po’ diversa dalle solite, che presenta il Giappone non solo in maniera turistica, ma propone anche la partecipazione alla vita giapponese, condividendo esperienze culturali e tradizionali, dando importanza anche a particolari architettonici e naturalistici e non dimenticando la cucina giapponese che ci piace tanto!! ^^ Il tutto sempre in una chiave di lettura vicina alla sensibilità europea.

Non mancate!

Ovviamente il libro sarà presto disponibile presso il negozio Higashi no kaze! Per prenotare la vostra copia o per avere ulteriori informazioni: info@higashinokaze.com

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Ristorante sen

Ristorante sen

Era da tempo che non mi recavo al ristorante giapponese Sen presso il centro commerciale Fiumara a Genova e devo dire che ho avuto una piacevole sorpresa…

Nella mia memoria lo ricordavo come “sì, ok, al kaiten sushi si mangia fino a sfondarsi, ma la qualità non è certo il massimo”. Buono, ma poco sushi e tanto cibo più cinese che giapponese (non che abbia nulla contro il cibo cinese, anzi, ma con quello che si paga al giapponese…).

Invece ho dovuto ricredermi: al costo di 19,50 euro (bevande a parte) ho potuto apprezzare dell’ottimo sushi  e moltre altre leccornie. Dalla nostra anche una posizione favorevole del tavolo, beati gli ultimi se i primi sono onesti…e di solito i primi non lo sono..anche noi forse non lo siamo stati…non passava un salmone dopo di noi…scusateci…siamo italiani ^_^’

Ma per prima cosa è d’obbligo spiegare ai profani cos’è un kaiten sushi bar:

praticamente si tratta di un ristorante/bar dove le portate scorrono su un nastro trasportatore; gli avventori, seduti su sgabelli singoli o a tavoli da 4/5 persone si servono da soli scegliendo quello che passa sotto ai loro occhi.

Di solito ci sono due modalità di pagamento:

tutto a volontà a prezzo fisso (e questo è il caso del “Sen”)

oppure si paga a “piattini”e il diverso colore del piattino indica il costo della portata.

Purtroppo non vi so dire nulla in merito del “sen” ristorante, perchè tutte le volte che mi portano in questo locale la tentazione del “sushi a nastro” è troppo forte, quindi non ho mai provato a sedermi al tavolo nella sezione ristorante e ordinare “alla carta”. Vi informo però di una cosa estremamente interessante: fanno anche il ramen!!! 8 euro (in Giappone lo pagavo l’equivalente di 3,50 euro!!), però visto che non si trova da nessuna parte…lo devo assolutamente provare prima o poi!!

A pranzo si può ordinare anche un bento menù, a 9 euro,  comprendente primo, secondo, contorno e dessert, oppure sushi bento! Anche questo entrerà nella mia pancia prima o poi!!

Una curiosità: il kanji del logo “sen” significa “fresco” e ha come radicale il kanji di “pesce” (la parte a sinistra), direi che è di buon auspicio!

Lo stesso kanji significa anche Korea…ma non penso che sia questo il caso 😉

(se qualcuno ha informazioni più precise su questo kanji sappia che sono ben accette!) 

E per chi vuole farsi quattro risate…

leggete il menù esposto fuori, gli errori d’ortografia sono veramente esilaranti, qualche esempio:

Tonkazu (che poi sarebbe tonkatsu, hanno usato il metodo di traslitterazione Kunrei, poco adatto a noi occidentali, mentre per altri piatti hanno usato giustamente l’Hepburn) = coteletto di maiale

Ikafurai= calamari fritti con bricciole di pane (?)

Attendo commenti ^_^

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Sabato scorso, cogliendo l’occasione della visita di un nostro amico milanese in quel di Genova, abbiamo deciso di recarci in un ristorante giapponese (ogni scusa è buona ^_^).

Purtroppo l’ottimo “Sushi restaurant sul fronte del porto” ( http://www.sushigenova.it/ ) era chiuso per ferie e l’altrettanto amato ristorante giappo/cino/thailandese “Yuan” ( http://www.ristoranteyuan.com/ ) non aveva posti liberi nemmeno prenotando il giorno prima…

Dopo varie ricerche ho trovato Il “Toro  sushi & restaurant” ( http://www.torosushi.it/ ) e ho deciso di prenotare per 4 persone.

Taccuino alla mano, che fa molto “Gambero rosso” o se vogliamo “Guida Michelin”, ho preso appunti per voi ^_^

Questo locale si trova all’interno della Galleria dell’Elica, dentro i magazzini del Cotone, quindi molto pratico da raggiungere perchè in pieno porto antico: vicino ai parcheggi (a pagamento) e nella  zona della “Movida” genovese (Cineplex, sala giochi, bigolo, pista di pattinaggio sul ghiaccio in inverno e luogo di mille eventi in estate). Peccato che sabato non ci fosse un cane in giro…sarà stata colpa del vento che ti spazzava via anche i pensieri?

Ma torniamo al ristorante…

Diviso in due sale ai due lati della galleria, il locale si presenta molto moderno, estremamente pulito e intrigante, grazie anche ai giochi di luci che modificavano totalmente l’atmosfera ogni ora circa. Peccato che l’atmosfera non fosse assolutamente giapponese…se per atmosfera giapponese intendiamo quella della tradizione. Peccato soprattutto per la musica, occidentale e con un volume un po’ eccessivo, non stordente ma abbastanza alto da infastidirmi un po’…Peccato che non ci fosse uno straccio di giapponese…solo personale italiano e un cuoco di non ben identificata origine…

Ci collocano nel posto peggiore, ovviamente, (si vede che mi guardano in faccia e poi decidono!) vicino alla porta.

Normalmente questo non sarebbe un problema, ma in questo caso lo è stato, perchè la porta era automatica (e molte volte mieteva vittime, aprendosi proprio nella direzione d’entrata degli ignari avventori, quante facciate che ho visto prendere!! E ne ho rischiata una anch’io ^_^) e congiungeva le due sale, quindi ogni 5 minuti si apriva al passaggio delle cameriere…senza contare che anche il bagno era esterno…

Il buon Ema, con sguardo glaciale e modi gentili, decide di chiedere a una cameriera se fosse possibile cambiare posto…questa chiama la proprietaria/caposala/matrona o quello che era ed essa ci risponde molto gentilmente che era impossibile, perchè bisognava prenotare.

Avendo prenotato il giorno prima deduco che al momento della telefonata avrei dovuto specificare che non volevo il posto peggiore…

Non l’avesse mai fatto! Più e più volte la direttrice (?) ha comunicato a voce alta agli sprovveduti che attendevano o che semplicemente transitavano vicino alla porta: “Amore? (chiamava tutti così..) puoi spostarti per favore che se no la porta rimane aperta e loro hanno freddo?” Sembrava un atto di cortesia, ma a me sembrava tanto una presa per il …. (pessimismo e fastidio!).

Senza contare che il tempo medio di attesa per l’arrivo del primo piatto caldo è stato di 40 minuti…

Ma passiamo al cibo:

Nulla da dire, tutto quello che ho provato aveva un sapore delizioso; uniche pecche: le alghe nella soba un pochino troppo dure e i cetrioli dentro ai  maki con la buccia…duretta anch’essa…La soba con poco brodo…Le porzioni non proprio enormi, almeno rispetto ai prezzi.

Nello specifico:

Tempura soba, 16 euro, veramente ottimo. Tempura leggero e croccante, 5 pezzi di verdura e 2 di gamberi (per errore ne hanno messi 3!!), soba cotta al punto giusto e brodo molto saporito (anche se scarsino).

Noodle, 15 euro, squisito, non era mio, quindi ne ho assaggiata solo una “bacchettata”, ma direi assolutamente consigliato!

Pollo Teriyaki, 12 euro, idem come sopra.

Sushi mix, purtroppo ho dimenticato di annotare il prezzo, ma direi intorno ai 18 euro se non ricordo male, molto buono, ma scarsino…abbiamo una foto che lo documenta, notare la spessa buccia dei cetrioli ^_^ :

Sushi mix-Foto by Ema

Sushi mix-Foto by Ema

 Altra situazione incresciosa: la cameriera ci porta i nostri sushi mix mentre stiamo finendo i piatti caldi. La proprietaria(?) la richiama poco dopo: “Amore, i signori non hanno ancora finito, porta pure via il sushi!” Io ribatto: “ma non importa, abbiamo praticamente terminato” E lei: “No, non preoccupatevi, il cuoco ve ne sta preparando dell’altro fresco, amore, vai a portarlo di là…”E va via con il suo vestito svolazzante…

Morale della favola, probabilmente la cameriera ci aveva portato il sushi di un altro tavolo, ma riportare via un piatto già posato da alcuni minuti mi sembra veramente da cafoni…

Per non dover accendere un mutuo abbiamo evitato il dolce…

Da buona astemia non saprei dirvi come fossero i vini, ma ho notato che avevano un’ampia lista…

Conclusioni: buono, ma non ci ritornerei.

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Immaginatevi la scena: vi state tranquillamente avviando verso la stazione di Shinjuku, un po’ tristi perchè sapete che non potrete godervi il quartiere della perdizione nella sua versione notturna a causa della lontananza del vostro albergo dal suddetto quartiere…sapete com’è…non è il caso di perdere l’ultimo treno! Senza contare che state morendo di fame…e…sorpresa! Vi ritrovate davanti questo:

Pubblicità ramen

Pubblicità soba

Un enorme, fumante, incredibile confezione di soba liofilizzato! Per farvi un’idea della grandezza guardate nell’angolo in basso a sinistra: ci sono due persone chinate a raccogliere dei sacchetti…anche se non si distingue molto chiaramente. Quelle cose gialle che salgono sono spaghetti di soba (finti ovviamente) retti da un paio di bacchette, con una scala vicino. Dietro c’era la pubblicità del nuovo prodotto che girava di continuo su un megaschemo, dove si vedeva questa enorme confezione con un tizio che saliva sulla scala e li mangiava…o quelcosa del genere, non ricordo bene…

Io e Laura abbiamo realizzato che fosse una trovata pubblicitaria e abbiamo deciso di vedere come sarebbe andata a finire…ebbene, dopo pochi minuti, in mezzo a un tripudio di musica ed educazione (tutti in fila e nessuno che spingeva), ci hanno consegnato una confezione gratuita di questo nuovo tipo di soba con tempura (tempura liofilizzato…blah…ma nell’insieme non era male). Che dire…bella questa pubblicità della Nissan food!

Peccato che pochi giorni dopo (il 24 ottobre) su tutti i telegiornali giapponesi si parlava dei noodle al paradichlorobenzene…più di 500 mila confezioni di nissin noodle ritirati dal commercio per possibile contaminazione da insetticida!! Per fortuna si è poi rivelato un falso allarme…non si è capito perchè, ma era contaminata solo la confezione che ha mangiato un tizio che si è sentito male…

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Oops, I did it again!

Sono di nuovo andata al ristorante giapponese….che qualcuno mi fermi, o andrò in rovinaaaa!

Approfitterò di questa mia debolezza per decantarvi le meraviglie del sushi dessert, che finalmente ho potuto provare!

A proposito…con la pubblicità gratuita che sto facendo al ristorante Pingusto minimo mi meriterei una fornitura a vita di questa delizia!

Ad ogni modo, superando in qualche maniera gli ostacoli della prenotazione, sabato scorso io e Luca abbiamo introdotto alla cucina giapponese un nostro amico, Daniele, che è rimasto piacevolmente colpito.

 A tal proposito un consiglio: se non avete un cognome comunissimo tipo Rossi o qualcosa del genere piuttosto inventatevene uno facile, perchè la gentilissima ragazza che prende le prenotazioni telefoniche non conosce molto bene l’italiano e potreste entrare in un tunnel di disperazione dove voi ripetete ossessivamente il vostro cognome e lei inventa parole mai sentite nell’universo nemmeno simili a ciò che state dicendo voi…e scandite bene il numero di persone per cui volete prenotare e l’ora, se non volete ritrovarvi nel peggiore tavolino del locale, ovvero quello più vicino alla porta, con il rischio di broncopolmonite per i continui sbalzi caldo-freddo…e soprattutto prenotate! Almeno durante il fine settimana…sono sempre al completo!

Ma torniamo al sushi dessert!

sushi dessert-foto by Daniele
sushi dessert-foto by Daniele

Non chiedetemi quanto sia giapponese perchè non penso abbia origini nipponiche, ma è veramente buonissimo, tanto da fare il bis! Io ho resistito (a stento), ma i miei commensali sono entrati nella dipendenza ^_^

Il nome sushi dessert è dovuto alla somiglianza nella forma e nel colore con il sushi, ma in pratica è un semifreddo alla meringata (quello rosa-violetto ai frutti di bosco), con sopra una specie di gelatina alla frutta nei seguenti gusti: giallo=limone, viola=frutti di bosco, rosa=lampone (gli altri sostenevano che fosse alla fragola), arancione=passion fruit (o mango).
Ah, se per caso ordinate un udon al pesce, non quello in brodo, non spaventatevi se vedete qualcosa che si dibatte furiosamente sopra i vostri spaghetti, sono semplici sfogliettine di pesce sottilissime che reagiscono al calore con un effetto di movimento.
Quando mi è stato portato l’udon la signora nel tavolo vicino ha iniziato a disperarsi:-Ah, sono vive, sono viveeee, noooo!- E io, piegata in due dal ridere, mentre Luca e Daniele continuavano a dire:-Uccidili, uccidili, abbi pietà di loro!- Ho dovuto spiegare che non stavo commettendo nessuna atrocità mangiandoli  😉

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Pingusto il primo ristorante giapponese a Savona

Pingusto il primo ristorante giapponese a Savona

Qualcuno ricorderà il mio grido disperato di qualche post fa…quello sul tempura udon:”Voglio un ristorante giapponese a Savonaaaaa!!”.

Bene, gli Dei probabilmente mi hanno ascoltato (o forse quelche imprenditore) perché ora abbiamo un ristorante giapponese anche a Savona. Scherzi a parte, penso che il progetto fosse in piedi già da molto tempo, fatto sta che ho avuto notizia della sua esistenza solo sabato scorso perchè avendo dato buca a una partita di calcetto un mio amico si è vendicato dicendomi di essere andato al ristorante giapponese di Savona alla faccia mia (grazie Mistra!!! Questa volta non mancherò, la tua vendetta è stata troppo crudele! ).

Ovviamente appena ho trovato un attimo di tempo sono andata a provarlo per voi (solo per voi, mica avevo una voglia matta di mangiare giapponese….nooo!!).

Beh, direi assolutamente non male! Bell’ambiente, personale gentile, ottimo cibo, prezzi diciamo abbordabili (si sa che non è come al ristorante cinese però..). L’unica pecca è stato un servizio molto lento, penso che abbiano bisogno di più personale, magari non pensavano di avere questo successo, perché il locale era al completo! Ho il sospetto che molti camerieri siano cinesi, anzi, savonesi, come diceva scherzando il nostro simpatico cameriere 😉 , ma si va al ristorante per il cibo, non per vedere i giapponesi, no?

Il ristorante si chiama Pingusto, non ho assolutamente idea di che cosa voglia dire, sarà il cognome del proprietario? C’entra qualcosa la parola gusto? Mah! Chi può dirlo?

Si trova in via Chiodo, in zona darsena. Per informazioni più precise potete consultare il loro sito: www.pingusto.com

Ma passiamo alla parte interessante: ho provato ovviamente l’udon in brodo (6,50 euro) e il sushi misto con 12 meravigliosi pezzi (14 euro), ho accompagnato il tutto con il tè verde giapponese (3 euro) e purtroppo non ho avuto occasione di assaggiare il sushi dessert (4 euro) perchè era finito…Il tutto ottimo! Insieme a me c’erano Luca (il mio ragazzo), Miha (la mia amica giapponese) e Paolo (il suo ragazzo) e tutti sono stati concordi con me sulla qualità del cibo.

Morale della favola: consigliato!! Ma speriamo che velocizzino un po’ il servizio! Miha continuava a dire che in Giappone i clienti se ne sarebbero già andati dopo aver aspettato così tanto…si sa, in Giappone il tempo è un bene prezioso! Qua siamo in Italia….se si aspetta in media mezz’ora per un treno in ritardo…cosa sarà mai aspettare al ristorante? 😉 .

Vi lascio con questa splendida immagine (presa dal loro sito come la prima)

Che bontà divina!!!

Che bontà divina!!!

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Non posso dire con assoluta certezza che sia così ovunque, ma in tutti i ristoranti in cui sono stata durante la mia permanenza in Giappone non mi è mai stato accreditato il coperto o il servizio…e l’acqua è gratuita e di solito viene portata senza che venga chiesta. Spesso è leggermente aromatizzata con succo di limone. In alcuni posti anche il tè verde è gratuito.

Un bel vantaggio economico, ma anche pratico. I gaijin (ovvero noi, gli stranieri…) che non masticano molto bene la lingua giapponese possono stare tranquilli che nel loro conto non ci saranno sorprese; pagheranno solo quello che hanno ordinato (di solito guardando i modellini di pietanze in plastica esposti in vetrina!).

L’unico problema è che le bevande sono estremamente ghiacciate, mentre i cibi sono estremamente caldi, quindi fate molta attenzione! Pericolo di ustione e di crampi allo stomaco!

Di solito i giapponesi per non scottarsi insieme al cibo immettono molta aria facendo un rumore veramente fastidioso…vi prego non prendete questa brutta abitudine! Il rumore di risucchio è veramente irritante!! E non penso che faccia nemmeno bene alla salute.

Va bene, lo ammetto… i Giapponesi non sono perfetti 😉

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