Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘Ristoranti giapponesi in Italia’ Category

Un chiaro esempio di integrazione nella cultura locale. Mai dei cinesi si sono presentati più tipicamente liguri. Accolti, anzi, non accolti da uno sguardo di sbieco di casaliniana memoria da “Avete prenotato? Ma non potete restare a casa e mandarci i soldi?” gli avventori vengono abbandonati all’ingresso per interminabili minuti che si avvicinano alla mezz’ora. Ok, sono le 21 passate di sabato sera e il locale, non grandissimo, è pieno, ma magari un cenno, una frase di conforto tipo “arriviamo subito” avrebbe fatto piacere. Inspiegabilmente i camerieri corrono avanti e indietro affannati con pile infinite di piatti come se avessero rifornito anche un esercito nelle vicinanze. Il top si raggiunge quando un cameriere dice a un cliente, accompagnando la frase con ampi gesti “Il tiramisù?… Finito!!!!” Il richiamo alla più famosa torta di riso è stato immediato. Finalmente quello che sembra essere il proprietario si avvicina e prende coscienza della nostra esistenza. Sparisce in cucina. Ricompare. Fa dell’altro. Sparisce nuovamente. Il pathos sale, avremo un tavolo? Fortunatamente sì, con un cenno da “Yo, bro” finalmente conquistiamo il diritto ad avere un pasto. Poco dopo arriva una cameriera che ci fornisce degli splendidi menù fotografici con esilaranti errori: “Insalata alla polpa di gracchio” e inquietanti piatti misteriosi :“Calamari al carbonio”, mentre ci lancia sul tavolo in ordine sparso bacchette, posate, piatti, tovagliette e bicchieri. Anche l’attesa per ordinare e per iniziare a ricevere le portate è stata piuttosto lunga, ma fortunatamente la compagnia era particolarmente piacevole e quindi non mi è pesato più di tanto aspettare.

Finalmente arriva il primo piatto: sushi di tonno. Che dire…molto buono! Dopo secoli finalmente ho visto la giusta proporzione tra riso e pesce, un taglio decente e ho potuto accompagnare il tutto con un wasabi incredibilmente cremoso e saporito. Il riso non era molto acidulato, ma nell’insieme sono costretta a dire che è valsa la pena aspettare.

sushi

Tutte le portate sono state gradevoli, ho assaggiato piatti cinesi, giapponesi e tailandesi e il livello è sempre stato molto alto. Anche il tenpura, che di solito è il tasto dolente di ogni ristorante simil-giapponese non era male. Più un gamberone pastellato che un tenpura, ma assolutamente non “svuncio” e degnamente accompagnato dalla tipica salsina.

Tenpura

Bellissima la frutta caramellata, ma di una pesantezza infinita. L’ho digerita il giorno dopo. Ho già lavato i denti due volte ma penso di aver ancora del caramello da qualche parte. Però buona.

Frutta caramellata

Alla fine della cena il proprietario ha accennato un “Tutto bene?”e un sorriso. Da buon ligure, se non gli “meni troppo il belino” (tipica espressione nostrana, non pensate male) alla fine magari diventa tuo amico.

Per riassumere:

Servizio: 4/5

Cibo: oserei un 8

Costo: poco superiore alla media.

Consigliato se abbondate di pazienza e tempo libero.

Read Full Post »

Jindu si trova a Savona, in Piazza del Popolo 15/r e, come avrete capito dal titolo, questa recensione sarà assolutamente positiva, diciamo pure da 8.

Onestamente mi sono sempre trovata bene da loro, sono gentili e il cibo è buono.

Così buono che in realtà avrei voluto scrivere questa recensione un mesetto fa, ma mi sono accorta di essermi dimenticata di scattare le foto da inserire nell’articolo solo dopo aver mangiato quasi tutto! XD

Purtroppo hanno l’abitudine di mettere un enorme mazzo di fiori (gigli?) vicino alla cassa e questo è un bel problema per chi è allergico al loro polline, come me ad esempio, per il resto dell’umanità invece è semplicemente un bel tocco di classe.

Fortunatamente hanno un dehor esterno appena ristrutturato e di solito mi faccio sistemare lì, al riparo da pollini nocivi.

Questo ristorante è uno dei pochi di Savona che offre cibo orientale senza il sistema “tutto a volontà” che ormai purtroppo ha contagiato molte attività. Dico “purtroppo” perché questo porta spesso a prezzi economici ma a un calo di qualità evidente e porta a volersi “sfondare” di cibo senza una reale necessità.

Tornando al cibo, la loro cucina cinese è buona e apprezzo molto alcuni piatti tailandesi, ma, visto che quello che ci interessa maggiormente sono i piatti giapponesi, andrò a parlare specificatamente della loro offerta in questo ambito.

Posso chiaramente affermare che la loro zuppa di miso è la più buona di Savona (tra quelle che ho provato, ovviamente). Quella del Pingusto non è malvagia, quella di Sushiko non è nemmeno degna di essere chiamata con questo nome, mentre la loro mi riporta direttamente in Giappone:

Zuppa di miso

Zuppa di miso

Il sapore è intenso e corposo, il tofu non è tagliato in maniera regolare ma ha una buona consistenza ed è abbondante, le alghe sono morbide e si sciolgono in bocca, fantastica! Ed è anche economica, costa solo 2 euro!

Viene offerta un’ampia varietà di sushi e sashimi in varie combinazioni o a porzioni singole, io solitamente prendo il sushi roya, 15 euro per 6 nigiri, 4 hossomaki, 4 uramaki, 2 gunkan e 1 temaki. I prezzi sono onesti, si parte da 3 euro per 2 nigiri per arrivare ai 56 euro della barca grande (62 pezzi compresi 20 di sashimi). Il riso solitamente è ben acidulato e il rapporto riso-pesce non è esagerato a favore del riso come di solito si trova da queste parti (Ridicole palotte di riso con un “cappellino” di pesce, bah!); il pesce è fresco e, anche se non sempre è tagliato perfettamente, l’insieme è abbondantemente sopra la sufficienza.

Questa volta ho preso solo 2 nigiri di anguilla (unagi) a 3,50 euro; a volte sono stati anche più buoni, ma comunque li ho trovati gradevoli; per il resto mi sono saziata con la cucina cinese.

Unagi nigiri

Unagi nigiri

Potete trovare anche il tempura, vari tipi di don, sake yaki, etc, ma questi non li ho mai provati, quindi non vi so dare notizie utili.

Offrono anche il servizio d’asporto, potete quindi prendere quello che volete e consumarlo tranquillamente a casa, ve lo daranno in una scatolina trasparente con wasabi, salsa di soja e zenzero. Se le chiedete vi forniranno anche le bacchette.

Per quanto riguarda i dolci hanno i soliti “da ristorante cinese”, in più però hanno il sushi dessert (ne ho parlato ampiamente qui:  sushi dessert; anche se l’articolo era riferito al ristorante Pingusto il prodotto è lo stesso) ed è l’unico posto dove ho trovato il latte fritto. Alla vista non è molto invitante ma è buonissimo!

Latte fritto

Latte fritto

Ecco, lo sapevo, ho di nuovo voglia di andare a mangiare da loro e sono solo le quattro del pomeriggio!!!

Read Full Post »

Come promesso, ecco il primo degli articoli sui ristoranti simil giapponesi di Savona (ho già spiegato nel post introduttivo Ristoranti giapponesi a Savona perché “simil”).
Ho deciso di iniziare con il kaitenzushi Sushiko del centro commerciale “Le Officine” perché è quello in cui ho mangiato più di recente e le mie impressioni sono ancora fresche.

Sushiko Savona-Immagine presa dal sito relativo

Sushiko Savona-Immagine presa dal sito relativo

Per chi volesse dare un’occhiata al sito: http://www.sushiko.it/it/ristoranti/centro-commerciale-le-officine-savona

È un kaiten “tutto a volontà”, quindi avete piccoli piattini con sopra piccole porzioni di cibo che girano su un nastro, voi potete mangiarne finché il vostro stomaco non esplode. Il prezzo è contenuto: 10,90 euro a pranzo, 15,90 euro per la cena, le bevande sono a parte. Volendo si può ordinare anche alla carta, ci sono dei tavolini apposta, ma è raro che qualcuno scelga questa opzione.

Il personale sembra essere filippino, coadiuvato da qualche cinese. Non penso che un giapponese abbia mai varcato la soglia della cucina, ma non ne ho le prove.

Non è facile recensirlo per un semplice motivo  intuibile dal titolo, ovvero che ci sono mille variabili, spesso dipese dalla fortuna.
Mi spiego meglio. Ci sono delle differenze tra il pranzo e la cena e questo è ovvio visto il prezzo, per riassumere: non sognatevi di vedere del sashimi a pranzo.

L’elemento fortuna entra in gioco nelle seguenti variabili: orario, posto, “avversari” (se avete un gruppo di omoni con le braccia lunghe e lo stomaco capiente poco prima di voi siete fregati!), provviste del ristorante.

Mi è capitato spesso di mangiare veramente bene, con un’ampia varietà di scelta, ma qualche volta sono rimasta insoddisfatta, sia a pranzo che a cena.

Il sushi è di qualità media, nel senso che il pesce di solito sembra essere fresco, ma ho sempre trovato abbondanza di riso rispetto al pesce nel caso nel nigiri, e forme non proprio regolari nelle altre tipologie. Il gusto comunque è accettabile, il riso è acidulato e anche se, come in ogni ristorante in Italia, non c’è del wasabi tra riso e pesce si può aggiungere prima di consumarlo, visto che ogni tanto passa il piattino con del wasabi decente (in certi ristoranti sa di detersivo e/o è troppo “farinoso”) e zenzero.

Nigirizushi-Foto di Valerio Pepe

Nigirizushi-Foto di Valerio Pepe

 

Riso, gamberetto e....riso soffiato? O_o Foto di Valerio Pepe

Riso, gamberetto e….riso soffiato? O_o Foto di Valerio Pepe

Ogni tanto ho visto anche accostamenti bizzarri e sushi dolci che non mi sono piaciuti particolarmente, ma, caso strano visto che mi ritengo abbastanza “purista” per quanto riguarda il cibo giapponese, il mio piatto preferito è una specie di maki fritto con sopra un fiocchetto di crema simile alla Philadelpia e  semini di sesamo bianchi e neri con una salsina buonissima, che però penso che i giapponesi non l’abbiano mai nemmeno immaginato.

Maki fritto-Foto di Valerio Pepe

Maki fritto-Foto di Valerio Pepe

 

A volte si trovano anche tonkatsu, udon, addirittura delle ostriche (che però mi sono guardata bene dal prenderle),  capesante gratinate (attenzione che a volte sono “finte”, ovvero la conchiglia è quella, ma sotto due etti di gratinatura può esserci qualunque cosa)  edamame, alghe wakame e tante altre cosine sfiziose.

Tra questi piatti potete trovare anche altre cose che non hanno nulla a che fare con la cucina tipica giapponese, come le patatine fritte ad esempio, però ovviamente nessuno vi obbliga a prenderle.

Ultimamente hanno iniziato a girare anche dei dolci (prima erano in una lista e si pagavano a parte), una cremina di latte con sopra topping alla fragola e palline di zucchero colorate, semifreddi, addirittura dei mochi al sesamo, dei manju fatti a coniglietto (buonissimi, ma ultimamente sempre più brutti, dei coniglietti mostruosi!) e quelli che io con la mia fantasia da nerd chiamo scrocchiazzeppi (vedi Futurama), ovvero dei dolcini fritti con dentro una crema di nocciole tipo Nutella (ahhhh, che fame che mi sta venendooooo!)

A  volte però continui a vedere sempre gli stessi piattini con le stesse cose che girano e rigirano, circondate da decine e decine di piatti di frutta, a volte buona, a volte acerba…

Diffidate sempre della zuppa di miso, non ne ho mai mangiata una buona da Sushiko, è una brodaglia insapore tipo sciacquatura di piatti con delle alghe dure e spesse e del tofu praticamente inesistente.

Spesso c’è la coda fuori, ma il caposala vi prende il nominativo e in poco tempo vi piazza da qualche parte. I posti migliori secondo me sono quelli che chiamo “Beati gli ultimi che saranno i primi”, ovvero gli ultimi posti prima che il nastro rientri in cucina, perché allungando un po’ il braccio si può arrivare a inizio nastro, ovvero alla parte che esce dalla cucina, proprio davanti alla vetrina del sushi e sashimi. In Giappone non lo farei mai, in Italia è la prassi purtroppo.

Una volta non c’era posto e mi hanno fatta accomodare su un tavolino lontano dal nastro, usufruendo però sempre del menù “Infinity” a prezzo fisso. Non mi è piaciuto molto il sistema però, perché non ti puoi servire da sola,  devi ordinare quello che desideri mangiare, ma i camerieri si incasinano (una ragazza addirittura mi ha rovesciato per sbaglio un bicchiere pieno sulle gambe),  si dimenticano se ti hanno portato o no una cosa, quindi  te la portano due volte  oppure zero, e poi a me piace prendere tanti piattini con cose diverse,  al tavolo  invece ti portano magari 4 pezzi di un singolo piatto.

In ogni caso il personale è abbastanza gentile, non tutti parlano bene l’italiano, ma sono veloci a portare via i piattini e a pulire non appena si libera un tavolo.

Come vi dicevo va a fortuna, volendo dare un voto numerico si potrebbe andare dal 5 e mezzo all’8!

Read Full Post »

Negli ultimi anni la passione per la cucina “giapponese”, scritto tra virgolette perché in realtà è più una sorta di cucina fusion che imita quella vera, ha avuto una vera e propria esplosione a Savona.

Nel 2008 hanno aperto il primo ristorante giapponese, Pingusto, per chi volesse rileggere il miei post relativi: recensione Pingusto e Sushi dessert

Dal 2008 ad oggi però sono cambiate molte cose e la mia vecchia recensione non ha più molto senso, per questo motivo ho intenzione di scrivere un articolo per ogni ristorante che offre piatti simil-giapponesi a Savona e di collegarlo a questo post, aggiornandolo di volta in volta.

Infatti al momento abbiamo a Savona:

1 ristorante giapponese

1 kaitenzushi: Sushiko

3 ristoranti cinesi che propongono sushi e qualche altro piatto tipico giapponese (4 se contiamo anche quello di Vado): Jindu Shangri-la

1 ristorante italiano che propone sushi

1 ristorante italian fusion etc che mette anche ogni tanto qualche piattino di sushi

varie ed eventuali (bar e stabilimenti balneari che offrono sushi o simili, feste “giapponesi”, etc)

Spero che il mio lavoro vi possa risultare utile, inviatemi commenti, segnalazioni e informazioni, mi raccomando! 🙂

 

Read Full Post »

Finalmente ieri ho potuto provare il ristorante giapponese (anzi, “asian fusion” come si autodefiniscono) Pin gusto a Genova.

immagine presa dal sito http://www.pingusto.com

Ecco il link al sito dedicato:

http://www.pingusto.com/pingustoge/index.htm

Premetto che ho provato la soluzione pranzo a 8 euro -mangiafinchènonesplodi- con bibite a parte e che il costo finale è stato di 11,63 euro, meno di qualsiasi pasto in un qualsiasi ristorante cinese, quindi il rapporto qualità prezzo è assolutamente ottimo.

Praticamente c’è un kaitenzushi, ovvero un nastro dove scorrono vari piattini con sushi e sashimi da dove attingere a volontà e un buffet con varie pietanze, anche qui self service.

Alla sera il prezzo cambia, si pagano 18 euro però si può assaggiare anche il cibo alla piastra. Non posso commentare questa soluzione però perchè non l’ho ancora testata.

Ma analizziamo la qualità del sushi: beh…il riso non era assolutamente giapponese, e il pesce non era tagliato secondo la tecnica originale, però sicuramente era abbastanza fresco (anche se suppongo congelato all’origine).

Il buffet era composto da cibo cinese e italiano (c’erano delle lasagne alla bolognese) o_O direi buono, nella media, di giapponese ho trovato solo degli udon.

Come dessert si poteva prendere gelato, macedonia e banane fritte, a volontà. Non so se il menù sia sempre lo stesso o se cambino di volta in volta.

Il locale era pulito e ordinato, anche il bagno l’ho trovato in condizioni decenti, considerando tutta la gente che c’era.

Direi che la prenotazione è d’obbligo vista l’affluenza, considerate che in caso di tavolate consistenti verrete sistemati al piano superiore, quindi lontani dal nastro. Vi porteranno comunque una “barca” di sushi e sashimi da poter sostituire con un’altra non appena la prima sarà finita.

Un consiglio ai camerieri: sorridete un po’ di più! So benissimo cosa vuol dire lavorare in quel settore, ma il cliente viene prima di tutto…se lo servite con quel muso lungo non lo invogliate certo a consumare! (considerando che essendo tutto a prezzo fisso sono le bibite e gli “optional” come sakè e caffè che fanno salire il conto).

Morale: assolutamente consigliato se si vuol spendere poco e mangiare tanto, sconsigliato invece a chi vuole provare la vera cucina giapponese.

Read Full Post »

Ristorante sen

Ristorante sen

Era da tempo che non mi recavo al ristorante giapponese Sen presso il centro commerciale Fiumara a Genova e devo dire che ho avuto una piacevole sorpresa…

Nella mia memoria lo ricordavo come “sì, ok, al kaiten sushi si mangia fino a sfondarsi, ma la qualità non è certo il massimo”. Buono, ma poco sushi e tanto cibo più cinese che giapponese (non che abbia nulla contro il cibo cinese, anzi, ma con quello che si paga al giapponese…).

Invece ho dovuto ricredermi: al costo di 19,50 euro (bevande a parte) ho potuto apprezzare dell’ottimo sushi  e moltre altre leccornie. Dalla nostra anche una posizione favorevole del tavolo, beati gli ultimi se i primi sono onesti…e di solito i primi non lo sono..anche noi forse non lo siamo stati…non passava un salmone dopo di noi…scusateci…siamo italiani ^_^’

Ma per prima cosa è d’obbligo spiegare ai profani cos’è un kaiten sushi bar:

praticamente si tratta di un ristorante/bar dove le portate scorrono su un nastro trasportatore; gli avventori, seduti su sgabelli singoli o a tavoli da 4/5 persone si servono da soli scegliendo quello che passa sotto ai loro occhi.

Di solito ci sono due modalità di pagamento:

tutto a volontà a prezzo fisso (e questo è il caso del “Sen”)

oppure si paga a “piattini”e il diverso colore del piattino indica il costo della portata.

Purtroppo non vi so dire nulla in merito del “sen” ristorante, perchè tutte le volte che mi portano in questo locale la tentazione del “sushi a nastro” è troppo forte, quindi non ho mai provato a sedermi al tavolo nella sezione ristorante e ordinare “alla carta”. Vi informo però di una cosa estremamente interessante: fanno anche il ramen!!! 8 euro (in Giappone lo pagavo l’equivalente di 3,50 euro!!), però visto che non si trova da nessuna parte…lo devo assolutamente provare prima o poi!!

A pranzo si può ordinare anche un bento menù, a 9 euro,  comprendente primo, secondo, contorno e dessert, oppure sushi bento! Anche questo entrerà nella mia pancia prima o poi!!

Una curiosità: il kanji del logo “sen” significa “fresco” e ha come radicale il kanji di “pesce” (la parte a sinistra), direi che è di buon auspicio!

Lo stesso kanji significa anche Korea…ma non penso che sia questo il caso 😉

(se qualcuno ha informazioni più precise su questo kanji sappia che sono ben accette!) 

E per chi vuole farsi quattro risate…

leggete il menù esposto fuori, gli errori d’ortografia sono veramente esilaranti, qualche esempio:

Tonkazu (che poi sarebbe tonkatsu, hanno usato il metodo di traslitterazione Kunrei, poco adatto a noi occidentali, mentre per altri piatti hanno usato giustamente l’Hepburn) = coteletto di maiale

Ikafurai= calamari fritti con bricciole di pane (?)

Attendo commenti ^_^

Read Full Post »

Sabato scorso, cogliendo l’occasione della visita di un nostro amico milanese in quel di Genova, abbiamo deciso di recarci in un ristorante giapponese (ogni scusa è buona ^_^).

Purtroppo l’ottimo “Sushi restaurant sul fronte del porto” ( http://www.sushigenova.it/ ) era chiuso per ferie e l’altrettanto amato ristorante giappo/cino/thailandese “Yuan” ( http://www.ristoranteyuan.com/ ) non aveva posti liberi nemmeno prenotando il giorno prima…

Dopo varie ricerche ho trovato Il “Toro  sushi & restaurant” ( http://www.torosushi.it/ ) e ho deciso di prenotare per 4 persone.

Taccuino alla mano, che fa molto “Gambero rosso” o se vogliamo “Guida Michelin”, ho preso appunti per voi ^_^

Questo locale si trova all’interno della Galleria dell’Elica, dentro i magazzini del Cotone, quindi molto pratico da raggiungere perchè in pieno porto antico: vicino ai parcheggi (a pagamento) e nella  zona della “Movida” genovese (Cineplex, sala giochi, bigolo, pista di pattinaggio sul ghiaccio in inverno e luogo di mille eventi in estate). Peccato che sabato non ci fosse un cane in giro…sarà stata colpa del vento che ti spazzava via anche i pensieri?

Ma torniamo al ristorante…

Diviso in due sale ai due lati della galleria, il locale si presenta molto moderno, estremamente pulito e intrigante, grazie anche ai giochi di luci che modificavano totalmente l’atmosfera ogni ora circa. Peccato che l’atmosfera non fosse assolutamente giapponese…se per atmosfera giapponese intendiamo quella della tradizione. Peccato soprattutto per la musica, occidentale e con un volume un po’ eccessivo, non stordente ma abbastanza alto da infastidirmi un po’…Peccato che non ci fosse uno straccio di giapponese…solo personale italiano e un cuoco di non ben identificata origine…

Ci collocano nel posto peggiore, ovviamente, (si vede che mi guardano in faccia e poi decidono!) vicino alla porta.

Normalmente questo non sarebbe un problema, ma in questo caso lo è stato, perchè la porta era automatica (e molte volte mieteva vittime, aprendosi proprio nella direzione d’entrata degli ignari avventori, quante facciate che ho visto prendere!! E ne ho rischiata una anch’io ^_^) e congiungeva le due sale, quindi ogni 5 minuti si apriva al passaggio delle cameriere…senza contare che anche il bagno era esterno…

Il buon Ema, con sguardo glaciale e modi gentili, decide di chiedere a una cameriera se fosse possibile cambiare posto…questa chiama la proprietaria/caposala/matrona o quello che era ed essa ci risponde molto gentilmente che era impossibile, perchè bisognava prenotare.

Avendo prenotato il giorno prima deduco che al momento della telefonata avrei dovuto specificare che non volevo il posto peggiore…

Non l’avesse mai fatto! Più e più volte la direttrice (?) ha comunicato a voce alta agli sprovveduti che attendevano o che semplicemente transitavano vicino alla porta: “Amore? (chiamava tutti così..) puoi spostarti per favore che se no la porta rimane aperta e loro hanno freddo?” Sembrava un atto di cortesia, ma a me sembrava tanto una presa per il …. (pessimismo e fastidio!).

Senza contare che il tempo medio di attesa per l’arrivo del primo piatto caldo è stato di 40 minuti…

Ma passiamo al cibo:

Nulla da dire, tutto quello che ho provato aveva un sapore delizioso; uniche pecche: le alghe nella soba un pochino troppo dure e i cetrioli dentro ai  maki con la buccia…duretta anch’essa…La soba con poco brodo…Le porzioni non proprio enormi, almeno rispetto ai prezzi.

Nello specifico:

Tempura soba, 16 euro, veramente ottimo. Tempura leggero e croccante, 5 pezzi di verdura e 2 di gamberi (per errore ne hanno messi 3!!), soba cotta al punto giusto e brodo molto saporito (anche se scarsino).

Noodle, 15 euro, squisito, non era mio, quindi ne ho assaggiata solo una “bacchettata”, ma direi assolutamente consigliato!

Pollo Teriyaki, 12 euro, idem come sopra.

Sushi mix, purtroppo ho dimenticato di annotare il prezzo, ma direi intorno ai 18 euro se non ricordo male, molto buono, ma scarsino…abbiamo una foto che lo documenta, notare la spessa buccia dei cetrioli ^_^ :

Sushi mix-Foto by Ema

Sushi mix-Foto by Ema

 Altra situazione incresciosa: la cameriera ci porta i nostri sushi mix mentre stiamo finendo i piatti caldi. La proprietaria(?) la richiama poco dopo: “Amore, i signori non hanno ancora finito, porta pure via il sushi!” Io ribatto: “ma non importa, abbiamo praticamente terminato” E lei: “No, non preoccupatevi, il cuoco ve ne sta preparando dell’altro fresco, amore, vai a portarlo di là…”E va via con il suo vestito svolazzante…

Morale della favola, probabilmente la cameriera ci aveva portato il sushi di un altro tavolo, ma riportare via un piatto già posato da alcuni minuti mi sembra veramente da cafoni…

Per non dover accendere un mutuo abbiamo evitato il dolce…

Da buona astemia non saprei dirvi come fossero i vini, ma ho notato che avevano un’ampia lista…

Conclusioni: buono, ma non ci ritornerei.

Read Full Post »

Older Posts »