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Posts Tagged ‘bevande’

Non posso dire con assoluta certezza che sia così ovunque, ma in tutti i ristoranti in cui sono stata durante la mia permanenza in Giappone non mi è mai stato accreditato il coperto o il servizio…e l’acqua è gratuita e di solito viene portata senza che venga chiesta. Spesso è leggermente aromatizzata con succo di limone. In alcuni posti anche il tè verde è gratuito.

Un bel vantaggio economico, ma anche pratico. I gaijin (ovvero noi, gli stranieri…) che non masticano molto bene la lingua giapponese possono stare tranquilli che nel loro conto non ci saranno sorprese; pagheranno solo quello che hanno ordinato (di solito guardando i modellini di pietanze in plastica esposti in vetrina!).

L’unico problema è che le bevande sono estremamente ghiacciate, mentre i cibi sono estremamente caldi, quindi fate molta attenzione! Pericolo di ustione e di crampi allo stomaco!

Di solito i giapponesi per non scottarsi insieme al cibo immettono molta aria facendo un rumore veramente fastidioso…vi prego non prendete questa brutta abitudine! Il rumore di risucchio è veramente irritante!! E non penso che faccia nemmeno bene alla salute.

Va bene, lo ammetto… i Giapponesi non sono perfetti 😉

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Un distributore di bibite giapponese

Un distributore di bibite giapponese

Una cosa è certa: in Giappone non morirete mai di sete, a qualsiasi ora del giorno e della notte! Ovviamente se avete degli spiccioli in tasca…

A ogni angolo troverete distributori di bibite fredde, anche troppo fredde forse, e bevande calde. I prezzi sono abbordabili, di solito sui 100-140 yen, ovvero 0,80-1,20 euro circa. Di solito sono presenti le solite marche internazionali, come Coca cola e Pepsi e quelle autoctone come la Pocari Sweat, vista in migliaia di manga e anime (Slam Dunk per esempio), una bibita molto leggera con integratori, una specie di Energade in versione light tanto per capirci.

Sconsiglio agli italiani qualsiasi cosa sia classificata come caffè (cappuccino compreso), perché tendenzialmente sarà un caffè all’americana, non l’espresso al quale siamo abituati noi, ma questo è solo un mio gusto personale, magari c’è a chi piace…in effetti i giapponesi lo bevono, gli americani pure…(de gustibus non disputandum est.).

Ovviamente vicino a ogni distributore troverete i rispettivi cestini per la raccolta differenziata e altrettanto ovviamente potrete constatare che tutti i giapponesi li usano…quanta strada che dobbiamo ancora fare noi! Più che nelle istituzioni nell’educazione della gente…In Italia hanno provato a metterli nelle stazioni più frequentate (ne ho visti a Genova), ma ogni cestino è pieno di “intrusi”!

Tornando alle bevande: una bibita che mi ha lasciato perplessa è la fantomatica Fanta grape, ovvero una Fanta all’uva! L’ho assaggiata due volte e non ho capito se mi sia piaciuta o no, ma di sicuro dà dipendenza. In questo momento ho un desiderio irresistibile di berla..ma mi sono quasi disintossicata, anche perché qua non si trova…

Fanta grape

Fanta grape

Immaginatevi un gusto incredibilmente dolce, come di mosto, con le bollicine!

Non ho avuto modo di assaggiarli, ma dovrebbero esserci anche alti tipi di Fanta a noi sconosciuti, come quella all’ananas e quella al mandarino.

Una curiosità: nel maggio 2007 si vociferava che che la società giapponese Apex corporation, leader nel settore distributori di bibite, in collaborazione con l’agenzia pubblicitaria WillB, avrebbe sperimentato un nuovo sistema pubblicitario, ovvero bibite calde gratis in cambio della visione di spot pubblicitari. Partenza con qualche decina di distributori nell’area di Tokyo, per poi espandersi in caso di successo…

Praticamente, mentre aspettate la vostra buona bibita calda, vi sorbite una pubblicità sullo schermo del distributore e il costo del prodotto che consumerete sarà coperto dallo sponsor, che magari metterà il suo marchio anche sul bicchierino. Il nome del servizio è «Medicafè».

Purtroppo non ho trovato nessuna notizia su come sia andato l’esperimento, ma suppongo male, dato che non ne ho viste in giro…qualcuno sa qualcosa?

Non so cosa ne pensiate voi, ma personalmente vorrei che fosse sperimentato anche in Italia! Visto che tanto bisogna comunque aspettare che la bevanda sia pronta e che nessuno vi obbliga a fissare lo schermo… (i Giapponesi probabilmente lo fisserebbero per senso del dovere) 😉

Problema: siamo in Italia e gli schermi durerebbero poco, basta guardare la fine che fanno i distributori nelle stazioni e i nuovi schermi pubblicitari (vedi stazione di Genova Brignole). Magari però nei centri commerciali…

Altra curiosità: in Giappone potete trovare distributori per molte cose, dagli ombrelli al cibo.

Ecco un sito dove potrete trovare ogni genere di distributore:

http://www.photomann.com/japan/machines/index.htm

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