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Posts Tagged ‘Genova’

Segnalo a tutti gli appassionati di tiro con l’arco e in particolare agli amanti del kyudo questo evento:

Festival freccia

Se vi trovate nelle vicinanze non perdetevi le cerimonia eseguita dagli arcieri della Scuola delle quattro foglie, è molto suggestiva!

Locandina scaricabile:

Festival della freccia 2014

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Altro post veloce veloce per segnalarvi lo Smack, ovvero la fiera del fumetto di Genova, giunta alla sua seconda edizione.

immagine-smack2012

Trovate tutte le informazioni necessarie qui:

http://www.2012.smackcomics.it/

Vi segnalo che parteciperemo anche noi, quindi il negozio Higashi no kaze sabato rimarrà aperto solo dalle 11 alle 13.30 esclusivamente per il ritiro manga o per l’acquisto di libri.

Per chi invece ci verrà a trovare in fiera: saremo ai magazzini del cotone, ovviamente nella japan area!!

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Su segnalazione di un gentile lettore (grazie Marco!!) vi informo della presenza, presso il  sottoporticato del Palazzo Ducale di Genova, di una mostra mercato sull’artigianato giapponese intitolata “I Segni e le mani”, che durerà fino al 24 febbraio. L’orario è dalle 10.00 alle 18.00 e l’ingresso è libero.
A seguito il depliant della mostra:

I segni e le mani

e il link al sito di Palazzo Ducale:

http://www.palazzoducale.genova.it

Appena riuscirò a visitarla vi darò ulteriori informazioni ^^

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Vi informo che giovedì 25 febbraio alle ore 21 presso l’associazione “la finestra sul mondo” , in via Cesarea 103 rosso a Genova, si terrà una serata di presentazione del gioco dello shogi.

La foto è stata scattata durante un’importante partita giocata pochi giorni fa a
a Naruto (Tokushima) presso l’Otsuka Museum of Art (http://www.o-museum.or.jp/english/index.html), dove sono riprodotti a
grandezza naturale più di 1000 capolavori di arte “occidentale”; la partita è stata giocata nella “Sistine Hall” ed il giocatore a destra è Yoshiharu Habu, il più forte giocatore in attività, mentre il suo avversario è l’ottavo dan Toshiaki Kubo.

Conoscerete tutti lo shogi per averlo visto in mille anime, manga e film giapponesi, per esempio viene spesso mostrato in “Naruto” dove Shikamaru gioca con Asuma o con suo padre:

In ogni caso, ecco qualche informazione sull’argomento: 

Lo Shogi è la versione giapponese del gioco degli scacchi. Si ritiene che scacchi e Shogi abbiano un antenato comune: il Chaturanga, antico gioco indiano. Nella sua forma attuale lo Shogi è giocato fin dal 16° secolo ed è ancora oggi ampiamente seguito in Giappone, dove è praticato da circa 10 milioni di persone.

Obiettivo del gioco, come negli scacchi, è la cattura del Re avversario. La particolarità dello Shogi è che ciascun giocatore può riutilizzare i pezzi catturati al suo avversario: è una caratteristica unica che rende questo gioco particolarmente appassionante e ricco di situazioni sorprendenti. Il finale di partita è estremamente dinamico ed il gioco termina quasi sempre con la vittoria di uno dei due giocatori (sono molto rare le partite che terminano con un pareggio).

Lo Shogi è profondamente radicato nel modo di vita giapponese. I principali tornei sono seguiti dai giornali e dalle televisioni ed appare anche in diversi manga. Esiste una “giornata dello Shogi”, il 17 novembre, per ricordare la finale del torneo dei maestri che in quel giorno veniva giocata fin dal 1716 in presenza dello Shogun: ogni anno, nella giornata dello Shogi, una famosa partita storica viene rigiocata con pezzi viventi. La lavorazione delle scacchiere (“shogiban”) e dei pezzi è un’arte antica e viene ancora effettuata manualmente. Come altre manifestazioni della cultura tradizionale lo Shogi ha i suoi rituali, fin dalla sistemazione dei pezzi e dal sorteggio per stabilire chi farà la prima mossa; molto suggestivo è il cerimoniale che precede l’inizio delle partite più importanti.

Nel corso dell’incontro non ci si limiterà ad illustrare le regole del gioco. Una breve panoramica storica sull’evoluzione del gioco (e sulla parallela evoluzione degli scacchi in Europa) permetterà di introdurre le caratteristiche peculiari dello Shogi; attraverso l’illustrazione delle differenze con gli scacchi e passando in rassegna alcuni esempi di come lo Shogi è ancora vivo nella società giapponese, sarà possibile gettare uno sguardo sull’affascinante paese del Sol Levante. Alla fine della serata ci sarà comunque la possibilità di iniziare a prendere confidenza con lo Shogi e di provare a giocare alcune partite.

E per i Savonesi che non riusciranno ad assistere all’evento: a breve si terrà una presentazione dello shogi anche presso il japan shop Higashi no kaze.

A presto per informazioni più precise ^^

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Finalmente ieri ho potuto provare il ristorante giapponese (anzi, “asian fusion” come si autodefiniscono) Pin gusto a Genova.

immagine presa dal sito http://www.pingusto.com

Ecco il link al sito dedicato:

http://www.pingusto.com/pingustoge/index.htm

Premetto che ho provato la soluzione pranzo a 8 euro -mangiafinchènonesplodi- con bibite a parte e che il costo finale è stato di 11,63 euro, meno di qualsiasi pasto in un qualsiasi ristorante cinese, quindi il rapporto qualità prezzo è assolutamente ottimo.

Praticamente c’è un kaitenzushi, ovvero un nastro dove scorrono vari piattini con sushi e sashimi da dove attingere a volontà e un buffet con varie pietanze, anche qui self service.

Alla sera il prezzo cambia, si pagano 18 euro però si può assaggiare anche il cibo alla piastra. Non posso commentare questa soluzione però perchè non l’ho ancora testata.

Ma analizziamo la qualità del sushi: beh…il riso non era assolutamente giapponese, e il pesce non era tagliato secondo la tecnica originale, però sicuramente era abbastanza fresco (anche se suppongo congelato all’origine).

Il buffet era composto da cibo cinese e italiano (c’erano delle lasagne alla bolognese) o_O direi buono, nella media, di giapponese ho trovato solo degli udon.

Come dessert si poteva prendere gelato, macedonia e banane fritte, a volontà. Non so se il menù sia sempre lo stesso o se cambino di volta in volta.

Il locale era pulito e ordinato, anche il bagno l’ho trovato in condizioni decenti, considerando tutta la gente che c’era.

Direi che la prenotazione è d’obbligo vista l’affluenza, considerate che in caso di tavolate consistenti verrete sistemati al piano superiore, quindi lontani dal nastro. Vi porteranno comunque una “barca” di sushi e sashimi da poter sostituire con un’altra non appena la prima sarà finita.

Un consiglio ai camerieri: sorridete un po’ di più! So benissimo cosa vuol dire lavorare in quel settore, ma il cliente viene prima di tutto…se lo servite con quel muso lungo non lo invogliate certo a consumare! (considerando che essendo tutto a prezzo fisso sono le bibite e gli “optional” come sakè e caffè che fanno salire il conto).

Morale: assolutamente consigliato se si vuol spendere poco e mangiare tanto, sconsigliato invece a chi vuole provare la vera cucina giapponese.

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Sabato scorso, cogliendo l’occasione della visita di un nostro amico milanese in quel di Genova, abbiamo deciso di recarci in un ristorante giapponese (ogni scusa è buona ^_^).

Purtroppo l’ottimo “Sushi restaurant sul fronte del porto” ( http://www.sushigenova.it/ ) era chiuso per ferie e l’altrettanto amato ristorante giappo/cino/thailandese “Yuan” ( http://www.ristoranteyuan.com/ ) non aveva posti liberi nemmeno prenotando il giorno prima…

Dopo varie ricerche ho trovato Il “Toro  sushi & restaurant” ( http://www.torosushi.it/ ) e ho deciso di prenotare per 4 persone.

Taccuino alla mano, che fa molto “Gambero rosso” o se vogliamo “Guida Michelin”, ho preso appunti per voi ^_^

Questo locale si trova all’interno della Galleria dell’Elica, dentro i magazzini del Cotone, quindi molto pratico da raggiungere perchè in pieno porto antico: vicino ai parcheggi (a pagamento) e nella  zona della “Movida” genovese (Cineplex, sala giochi, bigolo, pista di pattinaggio sul ghiaccio in inverno e luogo di mille eventi in estate). Peccato che sabato non ci fosse un cane in giro…sarà stata colpa del vento che ti spazzava via anche i pensieri?

Ma torniamo al ristorante…

Diviso in due sale ai due lati della galleria, il locale si presenta molto moderno, estremamente pulito e intrigante, grazie anche ai giochi di luci che modificavano totalmente l’atmosfera ogni ora circa. Peccato che l’atmosfera non fosse assolutamente giapponese…se per atmosfera giapponese intendiamo quella della tradizione. Peccato soprattutto per la musica, occidentale e con un volume un po’ eccessivo, non stordente ma abbastanza alto da infastidirmi un po’…Peccato che non ci fosse uno straccio di giapponese…solo personale italiano e un cuoco di non ben identificata origine…

Ci collocano nel posto peggiore, ovviamente, (si vede che mi guardano in faccia e poi decidono!) vicino alla porta.

Normalmente questo non sarebbe un problema, ma in questo caso lo è stato, perchè la porta era automatica (e molte volte mieteva vittime, aprendosi proprio nella direzione d’entrata degli ignari avventori, quante facciate che ho visto prendere!! E ne ho rischiata una anch’io ^_^) e congiungeva le due sale, quindi ogni 5 minuti si apriva al passaggio delle cameriere…senza contare che anche il bagno era esterno…

Il buon Ema, con sguardo glaciale e modi gentili, decide di chiedere a una cameriera se fosse possibile cambiare posto…questa chiama la proprietaria/caposala/matrona o quello che era ed essa ci risponde molto gentilmente che era impossibile, perchè bisognava prenotare.

Avendo prenotato il giorno prima deduco che al momento della telefonata avrei dovuto specificare che non volevo il posto peggiore…

Non l’avesse mai fatto! Più e più volte la direttrice (?) ha comunicato a voce alta agli sprovveduti che attendevano o che semplicemente transitavano vicino alla porta: “Amore? (chiamava tutti così..) puoi spostarti per favore che se no la porta rimane aperta e loro hanno freddo?” Sembrava un atto di cortesia, ma a me sembrava tanto una presa per il …. (pessimismo e fastidio!).

Senza contare che il tempo medio di attesa per l’arrivo del primo piatto caldo è stato di 40 minuti…

Ma passiamo al cibo:

Nulla da dire, tutto quello che ho provato aveva un sapore delizioso; uniche pecche: le alghe nella soba un pochino troppo dure e i cetrioli dentro ai  maki con la buccia…duretta anch’essa…La soba con poco brodo…Le porzioni non proprio enormi, almeno rispetto ai prezzi.

Nello specifico:

Tempura soba, 16 euro, veramente ottimo. Tempura leggero e croccante, 5 pezzi di verdura e 2 di gamberi (per errore ne hanno messi 3!!), soba cotta al punto giusto e brodo molto saporito (anche se scarsino).

Noodle, 15 euro, squisito, non era mio, quindi ne ho assaggiata solo una “bacchettata”, ma direi assolutamente consigliato!

Pollo Teriyaki, 12 euro, idem come sopra.

Sushi mix, purtroppo ho dimenticato di annotare il prezzo, ma direi intorno ai 18 euro se non ricordo male, molto buono, ma scarsino…abbiamo una foto che lo documenta, notare la spessa buccia dei cetrioli ^_^ :

Sushi mix-Foto by Ema

Sushi mix-Foto by Ema

 Altra situazione incresciosa: la cameriera ci porta i nostri sushi mix mentre stiamo finendo i piatti caldi. La proprietaria(?) la richiama poco dopo: “Amore, i signori non hanno ancora finito, porta pure via il sushi!” Io ribatto: “ma non importa, abbiamo praticamente terminato” E lei: “No, non preoccupatevi, il cuoco ve ne sta preparando dell’altro fresco, amore, vai a portarlo di là…”E va via con il suo vestito svolazzante…

Morale della favola, probabilmente la cameriera ci aveva portato il sushi di un altro tavolo, ma riportare via un piatto già posato da alcuni minuti mi sembra veramente da cafoni…

Per non dover accendere un mutuo abbiamo evitato il dolce…

Da buona astemia non saprei dirvi come fossero i vini, ma ho notato che avevano un’ampia lista…

Conclusioni: buono, ma non ci ritornerei.

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