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Jindu si trova a Savona, in Piazza del Popolo 15/r e, come avrete capito dal titolo, questa recensione sarà assolutamente positiva, diciamo pure da 8.

Onestamente mi sono sempre trovata bene da loro, sono gentili e il cibo è buono.

Così buono che in realtà avrei voluto scrivere questa recensione un mesetto fa, ma mi sono accorta di essermi dimenticata di scattare le foto da inserire nell’articolo solo dopo aver mangiato quasi tutto! XD

Purtroppo hanno l’abitudine di mettere un enorme mazzo di fiori (gigli?) vicino alla cassa e questo è un bel problema per chi è allergico al loro polline, come me ad esempio, per il resto dell’umanità invece è semplicemente un bel tocco di classe.

Fortunatamente hanno un dehor esterno appena ristrutturato e di solito mi faccio sistemare lì, al riparo da pollini nocivi.

Questo ristorante è uno dei pochi di Savona che offre cibo orientale senza il sistema “tutto a volontà” che ormai purtroppo ha contagiato molte attività. Dico “purtroppo” perché questo porta spesso a prezzi economici ma a un calo di qualità evidente e porta a volersi “sfondare” di cibo senza una reale necessità.

Tornando al cibo, la loro cucina cinese è buona e apprezzo molto alcuni piatti tailandesi, ma, visto che quello che ci interessa maggiormente sono i piatti giapponesi, andrò a parlare specificatamente della loro offerta in questo ambito.

Posso chiaramente affermare che la loro zuppa di miso è la più buona di Savona (tra quelle che ho provato, ovviamente). Quella del Pingusto non è malvagia, quella di Sushiko non è nemmeno degna di essere chiamata con questo nome, mentre la loro mi riporta direttamente in Giappone:

Zuppa di miso

Zuppa di miso

Il sapore è intenso e corposo, il tofu non è tagliato in maniera regolare ma ha una buona consistenza ed è abbondante, le alghe sono morbide e si sciolgono in bocca, fantastica! Ed è anche economica, costa solo 2 euro!

Viene offerta un’ampia varietà di sushi e sashimi in varie combinazioni o a porzioni singole, io solitamente prendo il sushi roya, 15 euro per 6 nigiri, 4 hossomaki, 4 uramaki, 2 gunkan e 1 temaki. I prezzi sono onesti, si parte da 3 euro per 2 nigiri per arrivare ai 56 euro della barca grande (62 pezzi compresi 20 di sashimi). Il riso solitamente è ben acidulato e il rapporto riso-pesce non è esagerato a favore del riso come di solito si trova da queste parti (Ridicole palotte di riso con un “cappellino” di pesce, bah!); il pesce è fresco e, anche se non sempre è tagliato perfettamente, l’insieme è abbondantemente sopra la sufficienza.

Questa volta ho preso solo 2 nigiri di anguilla (unagi) a 3,50 euro; a volte sono stati anche più buoni, ma comunque li ho trovati gradevoli; per il resto mi sono saziata con la cucina cinese.

Unagi nigiri

Unagi nigiri

Potete trovare anche il tempura, vari tipi di don, sake yaki, etc, ma questi non li ho mai provati, quindi non vi so dare notizie utili.

Offrono anche il servizio d’asporto, potete quindi prendere quello che volete e consumarlo tranquillamente a casa, ve lo daranno in una scatolina trasparente con wasabi, salsa di soja e zenzero. Se le chiedete vi forniranno anche le bacchette.

Per quanto riguarda i dolci hanno i soliti “da ristorante cinese”, in più però hanno il sushi dessert (ne ho parlato ampiamente qui:  sushi dessert; anche se l’articolo era riferito al ristorante Pingusto il prodotto è lo stesso) ed è l’unico posto dove ho trovato il latte fritto. Alla vista non è molto invitante ma è buonissimo!

Latte fritto

Latte fritto

Ecco, lo sapevo, ho di nuovo voglia di andare a mangiare da loro e sono solo le quattro del pomeriggio!!!

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Come promesso, ecco il primo degli articoli sui ristoranti simil giapponesi di Savona (ho già spiegato nel post introduttivo Ristoranti giapponesi a Savona perché “simil”).
Ho deciso di iniziare con il kaitenzushi Sushiko del centro commerciale “Le Officine” perché è quello in cui ho mangiato più di recente e le mie impressioni sono ancora fresche.

Sushiko Savona-Immagine presa dal sito relativo

Sushiko Savona-Immagine presa dal sito relativo

Per chi volesse dare un’occhiata al sito: http://www.sushiko.it/it/ristoranti/centro-commerciale-le-officine-savona

È un kaiten “tutto a volontà”, quindi avete piccoli piattini con sopra piccole porzioni di cibo che girano su un nastro, voi potete mangiarne finché il vostro stomaco non esplode. Il prezzo è contenuto: 10,90 euro a pranzo, 15,90 euro per la cena, le bevande sono a parte. Volendo si può ordinare anche alla carta, ci sono dei tavolini apposta, ma è raro che qualcuno scelga questa opzione.

Il personale sembra essere filippino, coadiuvato da qualche cinese. Non penso che un giapponese abbia mai varcato la soglia della cucina, ma non ne ho le prove.

Non è facile recensirlo per un semplice motivo  intuibile dal titolo, ovvero che ci sono mille variabili, spesso dipese dalla fortuna.
Mi spiego meglio. Ci sono delle differenze tra il pranzo e la cena e questo è ovvio visto il prezzo, per riassumere: non sognatevi di vedere del sashimi a pranzo.

L’elemento fortuna entra in gioco nelle seguenti variabili: orario, posto, “avversari” (se avete un gruppo di omoni con le braccia lunghe e lo stomaco capiente poco prima di voi siete fregati!), provviste del ristorante.

Mi è capitato spesso di mangiare veramente bene, con un’ampia varietà di scelta, ma qualche volta sono rimasta insoddisfatta, sia a pranzo che a cena.

Il sushi è di qualità media, nel senso che il pesce di solito sembra essere fresco, ma ho sempre trovato abbondanza di riso rispetto al pesce nel caso nel nigiri, e forme non proprio regolari nelle altre tipologie. Il gusto comunque è accettabile, il riso è acidulato e anche se, come in ogni ristorante in Italia, non c’è del wasabi tra riso e pesce si può aggiungere prima di consumarlo, visto che ogni tanto passa il piattino con del wasabi decente (in certi ristoranti sa di detersivo e/o è troppo “farinoso”) e zenzero.

Nigirizushi-Foto di Valerio Pepe

Nigirizushi-Foto di Valerio Pepe

 

Riso, gamberetto e....riso soffiato? O_o Foto di Valerio Pepe

Riso, gamberetto e….riso soffiato? O_o Foto di Valerio Pepe

Ogni tanto ho visto anche accostamenti bizzarri e sushi dolci che non mi sono piaciuti particolarmente, ma, caso strano visto che mi ritengo abbastanza “purista” per quanto riguarda il cibo giapponese, il mio piatto preferito è una specie di maki fritto con sopra un fiocchetto di crema simile alla Philadelpia e  semini di sesamo bianchi e neri con una salsina buonissima, che però penso che i giapponesi non l’abbiano mai nemmeno immaginato.

Maki fritto-Foto di Valerio Pepe

Maki fritto-Foto di Valerio Pepe

 

A volte si trovano anche tonkatsu, udon, addirittura delle ostriche (che però mi sono guardata bene dal prenderle),  capesante gratinate (attenzione che a volte sono “finte”, ovvero la conchiglia è quella, ma sotto due etti di gratinatura può esserci qualunque cosa)  edamame, alghe wakame e tante altre cosine sfiziose.

Tra questi piatti potete trovare anche altre cose che non hanno nulla a che fare con la cucina tipica giapponese, come le patatine fritte ad esempio, però ovviamente nessuno vi obbliga a prenderle.

Ultimamente hanno iniziato a girare anche dei dolci (prima erano in una lista e si pagavano a parte), una cremina di latte con sopra topping alla fragola e palline di zucchero colorate, semifreddi, addirittura dei mochi al sesamo, dei manju fatti a coniglietto (buonissimi, ma ultimamente sempre più brutti, dei coniglietti mostruosi!) e quelli che io con la mia fantasia da nerd chiamo scrocchiazzeppi (vedi Futurama), ovvero dei dolcini fritti con dentro una crema di nocciole tipo Nutella (ahhhh, che fame che mi sta venendooooo!)

A  volte però continui a vedere sempre gli stessi piattini con le stesse cose che girano e rigirano, circondate da decine e decine di piatti di frutta, a volte buona, a volte acerba…

Diffidate sempre della zuppa di miso, non ne ho mai mangiata una buona da Sushiko, è una brodaglia insapore tipo sciacquatura di piatti con delle alghe dure e spesse e del tofu praticamente inesistente.

Spesso c’è la coda fuori, ma il caposala vi prende il nominativo e in poco tempo vi piazza da qualche parte. I posti migliori secondo me sono quelli che chiamo “Beati gli ultimi che saranno i primi”, ovvero gli ultimi posti prima che il nastro rientri in cucina, perché allungando un po’ il braccio si può arrivare a inizio nastro, ovvero alla parte che esce dalla cucina, proprio davanti alla vetrina del sushi e sashimi. In Giappone non lo farei mai, in Italia è la prassi purtroppo.

Una volta non c’era posto e mi hanno fatta accomodare su un tavolino lontano dal nastro, usufruendo però sempre del menù “Infinity” a prezzo fisso. Non mi è piaciuto molto il sistema però, perché non ti puoi servire da sola,  devi ordinare quello che desideri mangiare, ma i camerieri si incasinano (una ragazza addirittura mi ha rovesciato per sbaglio un bicchiere pieno sulle gambe),  si dimenticano se ti hanno portato o no una cosa, quindi  te la portano due volte  oppure zero, e poi a me piace prendere tanti piattini con cose diverse,  al tavolo  invece ti portano magari 4 pezzi di un singolo piatto.

In ogni caso il personale è abbastanza gentile, non tutti parlano bene l’italiano, ma sono veloci a portare via i piattini e a pulire non appena si libera un tavolo.

Come vi dicevo va a fortuna, volendo dare un voto numerico si potrebbe andare dal 5 e mezzo all’8!

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