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Posts Tagged ‘sushi’

Un chiaro esempio di integrazione nella cultura locale. Mai dei cinesi si sono presentati più tipicamente liguri. Accolti, anzi, non accolti da uno sguardo di sbieco di casaliniana memoria da “Avete prenotato? Ma non potete restare a casa e mandarci i soldi?” gli avventori vengono abbandonati all’ingresso per interminabili minuti che si avvicinano alla mezz’ora. Ok, sono le 21 passate di sabato sera e il locale, non grandissimo, è pieno, ma magari un cenno, una frase di conforto tipo “arriviamo subito” avrebbe fatto piacere. Inspiegabilmente i camerieri corrono avanti e indietro affannati con pile infinite di piatti come se avessero rifornito anche un esercito nelle vicinanze. Il top si raggiunge quando un cameriere dice a un cliente, accompagnando la frase con ampi gesti “Il tiramisù?… Finito!!!!” Il richiamo alla più famosa torta di riso è stato immediato. Finalmente quello che sembra essere il proprietario si avvicina e prende coscienza della nostra esistenza. Sparisce in cucina. Ricompare. Fa dell’altro. Sparisce nuovamente. Il pathos sale, avremo un tavolo? Fortunatamente sì, con un cenno da “Yo, bro” finalmente conquistiamo il diritto ad avere un pasto. Poco dopo arriva una cameriera che ci fornisce degli splendidi menù fotografici con esilaranti errori: “Insalata alla polpa di gracchio” e inquietanti piatti misteriosi :“Calamari al carbonio”, mentre ci lancia sul tavolo in ordine sparso bacchette, posate, piatti, tovagliette e bicchieri. Anche l’attesa per ordinare e per iniziare a ricevere le portate è stata piuttosto lunga, ma fortunatamente la compagnia era particolarmente piacevole e quindi non mi è pesato più di tanto aspettare.

Finalmente arriva il primo piatto: sushi di tonno. Che dire…molto buono! Dopo secoli finalmente ho visto la giusta proporzione tra riso e pesce, un taglio decente e ho potuto accompagnare il tutto con un wasabi incredibilmente cremoso e saporito. Il riso non era molto acidulato, ma nell’insieme sono costretta a dire che è valsa la pena aspettare.

sushi

Tutte le portate sono state gradevoli, ho assaggiato piatti cinesi, giapponesi e tailandesi e il livello è sempre stato molto alto. Anche il tenpura, che di solito è il tasto dolente di ogni ristorante simil-giapponese non era male. Più un gamberone pastellato che un tenpura, ma assolutamente non “svuncio” e degnamente accompagnato dalla tipica salsina.

Tenpura

Bellissima la frutta caramellata, ma di una pesantezza infinita. L’ho digerita il giorno dopo. Ho già lavato i denti due volte ma penso di aver ancora del caramello da qualche parte. Però buona.

Frutta caramellata

Alla fine della cena il proprietario ha accennato un “Tutto bene?”e un sorriso. Da buon ligure, se non gli “meni troppo il belino” (tipica espressione nostrana, non pensate male) alla fine magari diventa tuo amico.

Per riassumere:

Servizio: 4/5

Cibo: oserei un 8

Costo: poco superiore alla media.

Consigliato se abbondate di pazienza e tempo libero.

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Jindu si trova a Savona, in Piazza del Popolo 15/r e, come avrete capito dal titolo, questa recensione sarà assolutamente positiva, diciamo pure da 8.

Onestamente mi sono sempre trovata bene da loro, sono gentili e il cibo è buono.

Così buono che in realtà avrei voluto scrivere questa recensione un mesetto fa, ma mi sono accorta di essermi dimenticata di scattare le foto da inserire nell’articolo solo dopo aver mangiato quasi tutto! 😄

Purtroppo hanno l’abitudine di mettere un enorme mazzo di fiori (gigli?) vicino alla cassa e questo è un bel problema per chi è allergico al loro polline, come me ad esempio, per il resto dell’umanità invece è semplicemente un bel tocco di classe.

Fortunatamente hanno un dehor esterno appena ristrutturato e di solito mi faccio sistemare lì, al riparo da pollini nocivi.

Questo ristorante è uno dei pochi di Savona che offre cibo orientale senza il sistema “tutto a volontà” che ormai purtroppo ha contagiato molte attività. Dico “purtroppo” perché questo porta spesso a prezzi economici ma a un calo di qualità evidente e porta a volersi “sfondare” di cibo senza una reale necessità.

Tornando al cibo, la loro cucina cinese è buona e apprezzo molto alcuni piatti tailandesi, ma, visto che quello che ci interessa maggiormente sono i piatti giapponesi, andrò a parlare specificatamente della loro offerta in questo ambito.

Posso chiaramente affermare che la loro zuppa di miso è la più buona di Savona (tra quelle che ho provato, ovviamente). Quella del Pingusto non è malvagia, quella di Sushiko non è nemmeno degna di essere chiamata con questo nome, mentre la loro mi riporta direttamente in Giappone:

Zuppa di miso

Zuppa di miso

Il sapore è intenso e corposo, il tofu non è tagliato in maniera regolare ma ha una buona consistenza ed è abbondante, le alghe sono morbide e si sciolgono in bocca, fantastica! Ed è anche economica, costa solo 2 euro!

Viene offerta un’ampia varietà di sushi e sashimi in varie combinazioni o a porzioni singole, io solitamente prendo il sushi roya, 15 euro per 6 nigiri, 4 hossomaki, 4 uramaki, 2 gunkan e 1 temaki. I prezzi sono onesti, si parte da 3 euro per 2 nigiri per arrivare ai 56 euro della barca grande (62 pezzi compresi 20 di sashimi). Il riso solitamente è ben acidulato e il rapporto riso-pesce non è esagerato a favore del riso come di solito si trova da queste parti (Ridicole palotte di riso con un “cappellino” di pesce, bah!); il pesce è fresco e, anche se non sempre è tagliato perfettamente, l’insieme è abbondantemente sopra la sufficienza.

Questa volta ho preso solo 2 nigiri di anguilla (unagi) a 3,50 euro; a volte sono stati anche più buoni, ma comunque li ho trovati gradevoli; per il resto mi sono saziata con la cucina cinese.

Unagi nigiri

Unagi nigiri

Potete trovare anche il tempura, vari tipi di don, sake yaki, etc, ma questi non li ho mai provati, quindi non vi so dare notizie utili.

Offrono anche il servizio d’asporto, potete quindi prendere quello che volete e consumarlo tranquillamente a casa, ve lo daranno in una scatolina trasparente con wasabi, salsa di soja e zenzero. Se le chiedete vi forniranno anche le bacchette.

Per quanto riguarda i dolci hanno i soliti “da ristorante cinese”, in più però hanno il sushi dessert (ne ho parlato ampiamente qui:  sushi dessert; anche se l’articolo era riferito al ristorante Pingusto il prodotto è lo stesso) ed è l’unico posto dove ho trovato il latte fritto. Alla vista non è molto invitante ma è buonissimo!

Latte fritto

Latte fritto

Ecco, lo sapevo, ho di nuovo voglia di andare a mangiare da loro e sono solo le quattro del pomeriggio!!!

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Come promesso, ecco il primo degli articoli sui ristoranti simil giapponesi di Savona (ho già spiegato nel post introduttivo Ristoranti giapponesi a Savona perché “simil”).
Ho deciso di iniziare con il kaitenzushi Sushiko del centro commerciale “Le Officine” perché è quello in cui ho mangiato più di recente e le mie impressioni sono ancora fresche.

Sushiko Savona-Immagine presa dal sito relativo

Sushiko Savona-Immagine presa dal sito relativo

Per chi volesse dare un’occhiata al sito: http://www.sushiko.it/it/ristoranti/centro-commerciale-le-officine-savona

È un kaiten “tutto a volontà”, quindi avete piccoli piattini con sopra piccole porzioni di cibo che girano su un nastro, voi potete mangiarne finché il vostro stomaco non esplode. Il prezzo è contenuto: 10,90 euro a pranzo, 15,90 euro per la cena, le bevande sono a parte. Volendo si può ordinare anche alla carta, ci sono dei tavolini apposta, ma è raro che qualcuno scelga questa opzione.

Il personale sembra essere filippino, coadiuvato da qualche cinese. Non penso che un giapponese abbia mai varcato la soglia della cucina, ma non ne ho le prove.

Non è facile recensirlo per un semplice motivo  intuibile dal titolo, ovvero che ci sono mille variabili, spesso dipese dalla fortuna.
Mi spiego meglio. Ci sono delle differenze tra il pranzo e la cena e questo è ovvio visto il prezzo, per riassumere: non sognatevi di vedere del sashimi a pranzo.

L’elemento fortuna entra in gioco nelle seguenti variabili: orario, posto, “avversari” (se avete un gruppo di omoni con le braccia lunghe e lo stomaco capiente poco prima di voi siete fregati!), provviste del ristorante.

Mi è capitato spesso di mangiare veramente bene, con un’ampia varietà di scelta, ma qualche volta sono rimasta insoddisfatta, sia a pranzo che a cena.

Il sushi è di qualità media, nel senso che il pesce di solito sembra essere fresco, ma ho sempre trovato abbondanza di riso rispetto al pesce nel caso nel nigiri, e forme non proprio regolari nelle altre tipologie. Il gusto comunque è accettabile, il riso è acidulato e anche se, come in ogni ristorante in Italia, non c’è del wasabi tra riso e pesce si può aggiungere prima di consumarlo, visto che ogni tanto passa il piattino con del wasabi decente (in certi ristoranti sa di detersivo e/o è troppo “farinoso”) e zenzero.

Nigirizushi-Foto di Valerio Pepe

Nigirizushi-Foto di Valerio Pepe

 

Riso, gamberetto e....riso soffiato? O_o Foto di Valerio Pepe

Riso, gamberetto e….riso soffiato? O_o Foto di Valerio Pepe

Ogni tanto ho visto anche accostamenti bizzarri e sushi dolci che non mi sono piaciuti particolarmente, ma, caso strano visto che mi ritengo abbastanza “purista” per quanto riguarda il cibo giapponese, il mio piatto preferito è una specie di maki fritto con sopra un fiocchetto di crema simile alla Philadelpia e  semini di sesamo bianchi e neri con una salsina buonissima, che però penso che i giapponesi non l’abbiano mai nemmeno immaginato.

Maki fritto-Foto di Valerio Pepe

Maki fritto-Foto di Valerio Pepe

 

A volte si trovano anche tonkatsu, udon, addirittura delle ostriche (che però mi sono guardata bene dal prenderle),  capesante gratinate (attenzione che a volte sono “finte”, ovvero la conchiglia è quella, ma sotto due etti di gratinatura può esserci qualunque cosa)  edamame, alghe wakame e tante altre cosine sfiziose.

Tra questi piatti potete trovare anche altre cose che non hanno nulla a che fare con la cucina tipica giapponese, come le patatine fritte ad esempio, però ovviamente nessuno vi obbliga a prenderle.

Ultimamente hanno iniziato a girare anche dei dolci (prima erano in una lista e si pagavano a parte), una cremina di latte con sopra topping alla fragola e palline di zucchero colorate, semifreddi, addirittura dei mochi al sesamo, dei manju fatti a coniglietto (buonissimi, ma ultimamente sempre più brutti, dei coniglietti mostruosi!) e quelli che io con la mia fantasia da nerd chiamo scrocchiazzeppi (vedi Futurama), ovvero dei dolcini fritti con dentro una crema di nocciole tipo Nutella (ahhhh, che fame che mi sta venendooooo!)

A  volte però continui a vedere sempre gli stessi piattini con le stesse cose che girano e rigirano, circondate da decine e decine di piatti di frutta, a volte buona, a volte acerba…

Diffidate sempre della zuppa di miso, non ne ho mai mangiata una buona da Sushiko, è una brodaglia insapore tipo sciacquatura di piatti con delle alghe dure e spesse e del tofu praticamente inesistente.

Spesso c’è la coda fuori, ma il caposala vi prende il nominativo e in poco tempo vi piazza da qualche parte. I posti migliori secondo me sono quelli che chiamo “Beati gli ultimi che saranno i primi”, ovvero gli ultimi posti prima che il nastro rientri in cucina, perché allungando un po’ il braccio si può arrivare a inizio nastro, ovvero alla parte che esce dalla cucina, proprio davanti alla vetrina del sushi e sashimi. In Giappone non lo farei mai, in Italia è la prassi purtroppo.

Una volta non c’era posto e mi hanno fatta accomodare su un tavolino lontano dal nastro, usufruendo però sempre del menù “Infinity” a prezzo fisso. Non mi è piaciuto molto il sistema però, perché non ti puoi servire da sola,  devi ordinare quello che desideri mangiare, ma i camerieri si incasinano (una ragazza addirittura mi ha rovesciato per sbaglio un bicchiere pieno sulle gambe),  si dimenticano se ti hanno portato o no una cosa, quindi  te la portano due volte  oppure zero, e poi a me piace prendere tanti piattini con cose diverse,  al tavolo  invece ti portano magari 4 pezzi di un singolo piatto.

In ogni caso il personale è abbastanza gentile, non tutti parlano bene l’italiano, ma sono veloci a portare via i piattini e a pulire non appena si libera un tavolo.

Come vi dicevo va a fortuna, volendo dare un voto numerico si potrebbe andare dal 5 e mezzo all’8!

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Negli ultimi anni la passione per la cucina “giapponese”, scritto tra virgolette perché in realtà è più una sorta di cucina fusion che imita quella vera, ha avuto una vera e propria esplosione a Savona.

Nel 2008 hanno aperto il primo ristorante giapponese, Pingusto, per chi volesse rileggere il miei post relativi: recensione Pingusto e Sushi dessert

Dal 2008 ad oggi però sono cambiate molte cose e la mia vecchia recensione non ha più molto senso, per questo motivo ho intenzione di scrivere un articolo per ogni ristorante che offre piatti simil-giapponesi a Savona e di collegarlo a questo post, aggiornandolo di volta in volta.

Infatti al momento abbiamo a Savona:

1 ristorante giapponese

1 kaitenzushi: Sushiko

3 ristoranti cinesi che propongono sushi e qualche altro piatto tipico giapponese (4 se contiamo anche quello di Vado): Jindu Shangri-la

1 ristorante italiano che propone sushi

1 ristorante italian fusion etc che mette anche ogni tanto qualche piattino di sushi

varie ed eventuali (bar e stabilimenti balneari che offrono sushi o simili, feste “giapponesi”, etc)

Spero che il mio lavoro vi possa risultare utile, inviatemi commenti, segnalazioni e informazioni, mi raccomando! 🙂

 

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Pensando a come descrivere le sensazioni che mi ha provocato la visione di questo trailer sono arrivata alla conclusione che le immagini valgono più di mille parole, quindi a voi “il piacere di gustarvelo” 😉 :

O_O

Ringraziamo per la segnalazione la blogger Babol che ha impiegato un bel po’ di tempo a convincermi che non si trattasse di un fake…sì gente, è veramente un film!


Ecco a voi anche il sito ufficiale:
http://deadsushi.com/

Colgo l’occasione quindi per segnalarvi il blog di Babol, ovvero

Il Bollalmanacco di cinema!
Interessante in generale per le recensioni cinematografiche ben scritte con uno stile molto confidenziale, ironico e scorrevole, ma in particolare per noi nippofili per quelle sui film giapponesi, sia commerciali che di nicchia, molti dei quali horror.
Al momento sono presenti, rigorosamente in ordine sparso:

The grudge (remake)
Ju-on
Ombre dal passato
Vampire girl vs Frankenstein girl
Tetsuo
Lupin e la strana strategia psicocinetica
Ponyo
Dark water (remake)
Il mio vicino Totoro
Arrietty
One missed call (remake)
The happiness of the Katakuris
Enjoy! ^_^

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Come ogni anno aspettiamo con impazienza “La festa” (si chiama proprio così) giapponese organizzata presso la scuola giapponese (per giapponesi) in via Arzaga 10 nel quartiere bande nere a Milano. Come l’anno scorso anche questa volta si terrà a novembre e non a dicembre come gli anni passati. L’appuntamento è quindi per domenica 28 alle ore 12 davanti al cancello della scuola. Come di consueto si farà una netta distinzione “razziale” (in realtà tra i soci dell’associazione di giapponesi in Italia e non soci), quindi i non giapponesi si preparino a una lunga coda per la registrazione, ma non preoccupatevi, di solito “La festa” vale l’attesa e l’ingresso è comunque gratuito.

Per chi non conoscesse questo evento, “La festa” è una sorta di festival scolastico alla giapponese, ovvero la scuola apre le porte al pubblico per un giorno, offrendo stand ricchi di cibo, intrattenimento e mostre. Da non perdere se siete appassionati di cultura giapponese.

L’evento di quest’anno sarà una mostra di Kabuto, ovvero di elmi tradizionali giapponesi

La particolarità sta nel fatto che i creatori di questi elmi in stile tradizionale giapponese saranno tutti italiani! E se sono stati scelti dagli organizzatori giapponesi vuol dire che saranno sicuramente dei pezzi molto validi! Sono molto curiosa di vederli…

Un’altra novità sarà la mostra-mercato di mizuhiki, ovvero di nodi decorativi che solitamente si usano sulle buste dove vengono inseriti i soldi per il regalo di capodanno e simili. Sono composti da spaghi colorati particolari, c’è chi crea con essi delle vere e proprie opere d’arte

Confermati come sempre il concerto corale, il mochi tsuki (pestaggio del mochi) dalle 14,00 alle 14,30, la dimostrazione di shodo, il workshop di origami, la dimostrazione di arti marziali, il free market, la lotteria e la vendita di libri e di alimenti giapponesi surgelati.

Avrete inoltre la possibilità, come gli anni passati, di provare un kimono e farvi scattare una foto mentre lo indossate, alla modica cifra di 3 euro, mentre con 4 euro potrete gustare un vero the giapponese (ocha) accompagnato da dolci tradizionali (okashi), o se preferite, del saké spendendo da 1 a 4 euro

Tra i vari cibi che troverete negli stand (sushi, yakitori, mochi) quest’anno è previsto un grande ritorno: i butaman!!!! Buonissimi!!!

Ci saranno anche i bento a 10 o 15 euro, ma sono su prenotazione, di solito non ne avanzano molti…

Il tutto terminerà alle 16.00

Ecco il sito della scuola: http://www.mngitalia.net/

Per ulteriori informazioni leggete il post dell’anno scorso: https://higashinokaze.wordpress.com/2009/11/26/festa-giapponese-a-milano/

Ci vediamo là!       (^_^)b

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Dopo aver dormito pochissimo come al solito perché  ho passato la nottata dai pc a fare discorsi su progetti di vita futura con il nostro amico italiano Emiliano (ma quante possibilità ci sono di incontrare in un ostello a Tokyo una persona italiana che si conosceva già?),  ci siamo tranquillamente preparati al check out. Troppo tranquillamente in effetti, perché alla fine abbiamo dovuto affrontare una corsa contro il tempo con valige a carico per prendere lo shinkansen Hikari delle 12.33 (che ovviamente è partito spaccando il secondo), per Shin Osaka.

Siamo miracolosamente riusciti a salire e, ormai tranquilli, abbiamo consumato il nostro bento a base di sushi.

il mio sushi-bento

Sayonara, Tokyo!!

Purtroppo abbiamo commesso un grosso errore: appena arrivati a Shin Osaka siamo saliti su un treno della JR per Osaka e usciti dalla stazione abbiamo iniziato a cercare l’albergo seguendo la cartina che avevo disegnato io…in teoria sarebbe dovuto essere vicinissimo alla stazione..Non trovandolo, dopo un po’ decido di chiedere all’ufficio informazioni, dove mi danno un pieghevole con un elenco di vari alberghi, tra i quali il Mikado, dove avevo prenotato, e mi indicano sulla cartina un punto preciso dicendo :<è qui!>.

C’era comunque qualcosa che non mi convinceva nella cartina, più che altro nella forma che disegnavano le strade..capisco su quella disegnata da me, ma su quella stampata! Comunque abbiamo continuato a girare per più di un’ora…morale della favola…eravamo nei pressi della stazione sbagliata! Ovvero, eravamo usciti da quella di Osaka, ma il nostro albergo era sì a Osaka, intesa come città, ma nel quartiere di Shin Imamiya! Non avevo considerato che Osaka era la seconda città più grande del Giappone!!! Mea culpa!!!

Vi chiederete come mai non ce ne siamo accorti subito…ci traeva in inganno il parco giochi sulla sinistra, presente sia a Shin Imamiya che a Osaka station…

Purtroppo in questo modo abbiamo perso un sacco di tempo e tra una cosa e l’altra è saltata la visita al castello di Osaka…sigh…

Appena arrivati alla stazione giusta è stato molto facile trovare l’albergo, che consiglio vivamente a tutti, perchè economico, accetta carte di credito senza sovrapprezzo (cosa che non fanno tutti , fate attenzione), pulito, con camere spaziose e con una bella vista,  munito di ogni confort (ciabatte, asciugamani, spazzolino e dentifricio usa e getta, yukata, televisione in camera, phon nel bagno, internet gratis nella hall…). Il wc era in comune, ma c’era anche un sento, ovvero un bagno pubblico, all’interno dell’albergo…Uniche due pecche: un po’ di puzza di fumo nei corridoi (anche il portinaio fumava) e un orario un’po’ scomodo per l’accesso al sento da parte delle done: dalle 6.30 alle 8.00 di mattina e dalle 21.30 alle 0.00 di sera..per gli uomini invece dalle 8.05 alle 10.00 di mattina e dalle 16.00 alle 21.30 di sera.

Ecco il link dell’albergo, per chi fosse interessato:

http://www.chuogroup.jp/mikado/index_.html

Dopo esserci sistemati iniziamo a studiare dove trascorrere la serata.

Continua…

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