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Posts Tagged ‘Ueno’

Giornata ancora migliore della precedente. All’ora di pranzo incontro il gentilissimo direttore di una scuola di lingua italiana a Kanda. Mangiamo dell’ottimo sushi, che mi viene anche offerto. Durante il pasto intavoliamo una lunga e proficua chiacchierata di lavoro, che continua poi nella scuola davanti a un buon caffe’.  Dopo aver scoperto un’altra via per Akihabara ( proprio a fianco di Kanda )  ne approfitto per farci un giretto (di nuovo!) e per gustare ancora una volta il mochi! E’ una bella giornata, quindi decido di arrivare fino a Ueno a piedi e di prendere li’ la metropolitana per tornare ad Asakusa a fare una bella doccia e a prepararmi per l’appuntamento con il mio amico Gabriele. 

Grande serata a Shinjuku!

Arrivo leggermente in ritardo perche’ la stazione di Shinjuku e’ veramente enorme! Decidiamo di andare in un’Izakaya, una specie di taverna dove l’arredamento e’ un misto tra stile tradizionale e moderno, infatti ci si tolgono le scarpe all’ingresso, ma ad esempio nelle salette piccole le sedie sono all’occidentale e soprattutto si ordina tramite un piccolo computerino. Nella sala grande per i gruppi invece ci si siede per terra sul tatami.  Il locale e’ molto carino, uniche due pecche: il fumo che per fortuna nella nostra saletta si sente poco e il servizio un po’ lento…pero’ il cibo e’ ottimo! E ancora di piu’ la compagnia!

Tra le varie cose parliamo anche di lavoro, a breve vi aspettera’ una sorpresa da Higashi no kaze! ^^

el frattempo vi consiglio di leggere il blog di Gabriele:

http://web.mac.com/gabrielecologne/Sito/Benvenuto_.html

Trovate il link anche nella sezione apposita “siti e blog sul Giappone”qui sul blog sotto Gabu & il Giappone.

Ma torniamo alla nostra serata:

dopo una lunga e piacevole chiacchierata ci addentriamo nel cuore della Shinjuku notturna, dove il giapponese medio, silenzioso e impeccabile, scompare e lascia lo spazio a una moltitudine di creature della notte: musicisti, host, prostitute, trans, ma soprattutto ragazzi e ragazze dalle acconciature incredibili e dalla cura personale quasi maniacale, che sfoggiano insieme ai loro vestiti scelti con cura. E’ la vetrina di se stessi, dove si appare sempre al massimo. E’ il quartiere del divertimento. E’ il luogo dove tornero’ domani sera perche’ poche ore non bastano. Una vita intera probabilmente non basterebbe..devo assolutamente visitare il Golden gai!

Mentre ci dirigiamo verso la stazione della metropolitana per non fare la fine di cenerentola (la mezzanotte era sempre piu’ vicina), una coppia di italiani ci ferma e intavoliamo un’ interessante discussione sulla vita a Tokyo. Purtroppo il tempo e’ tiranno pero’ e dobbiamo correre per non perdere l’ultimo treno. Fortunatamente riesco ad arrivare a Ueno (non so ancora bene come, sono salita sul secondo treno quasi casualmente, in corsa, seguendo l’istinto). Purtroppo era l’ultimo treno disponibile, la stazione si svuota rapidamente, vengono tirate giu’ delle saracinesche e i senza tetto iniziano a costruire le loro case di cartone e plastica blu. Penso che fortunatamente per loro (e anche per  me) il freddo dei giorni scorsi e’ passato. I casi sono due…cercare anch’io un cartone o provare a tornare ad Asakusa a piedi a mezzanotte e mezzo, per una strada sconosciuta. Opto per la seconda scelta, che si e’ rivalata ottima: ho girato dei filmati carini che postero’ appena tornata a Savona e in un’oretta sono riuscita a tornare all’ostello!

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Oggi la giornata e’ iniziata piuttosto male…ieri sera ho conosciuto un ragazzo e una ragazza italiani piuttosto simpatici e siamo rimasti a chiacchierare fino alle 3.30 di notte…Qusta mattina un gruppo di francesi (a questo punto direi non proprio simpatici) ha fatto casino dalle 7.30 del mattino. Quindi ho dormito pochissimo e mi sono svegliata con il mal di testa e poi mi e’ venuta anche la nausea…forse il morning banana non e’ molto buono se e’ stato aperto il morning precedente…fatto sta che non ero affatto in forma…

Al che mi sono detta: non andiamo troppo lontano e quindi sono rimasta ad Asakusa. Ho visitato quindi il sensou-ji (detto anche Asakusa kannon) e i vari tempietti adiacenti. Carini, ma nulla a che vedere con i templi di Kyoto.

Sono quindi entrata in un localino attirata dall’insegna semovente (non appena riusciro’ a caricare i video la vedrete, e’ carinissima)e ho mangiato un cha han (una specie di risottino) che ha dato un po’ di sollievo al mio stomaco.

Non essendo ancora in piena forma ho deciso di fare una passeggiata per il Parco di Ueno, dove ho potuto assistere a uno spettacolino di musicisti da strada e vedere molti dei luoghi che avrei voluto visitare chiusi o che stavano chiudendo, come lo zoo di Ueno (chiuso) e il Tokyo national museo (ultimo ingresso alle 16.30, sono arrivata alle 16.35…chiude alle 17.00 nei giornni feriali, ricordatevelo..sigh…) la passeggiata pero’ e’ stata molto rilassante, freddo a parte, e ho visto vari tempietti carini.

In seguito mi ha incuriosito una stradina vicino alla stazione di Ueno e ho deciso di percorrerla…fantastica! Era piena di vita e di negozietti! Mi sono fermata a giocare un po’ al gioco dei taiko (tamburi giapponesi) in una sala giochi (il mio lato otaku non poteva resistere al mio giochino preferito) ottenendo anche un discreto punteggio! XD

In seguito una bella ciambellina alla crema favolosa.

Purtroppo ho scoperto che i takoyaki non mi piacciono proprio. Visto che il mio stomaco stava decisamente meglio ho deciso di ucciderlo provando per la prima volta questo piatto che mi ha sempre incuriosito.  Le alternative erano kebab o pollo arrosto sudamericano *-* Blah…molliciosi e con un gusto di zenzero allucinante. Odio lo zenzero. Poi me li hanno riempiti di maionese, salsa di soya e scagliette di pesce quando ho chiesto come condirli. Imbarazzo totale!!! Ho provato a mangiarne un po’, ma erano 8, sono riuscita a mangiarne due e a sbocconcellarne un’altro…! Il tizio mi guardava…ho approfittato di un suo attimo di distrazione e li ho buttati..gomenasai!!

E di nuovo nausea…sto dimagrendo incredibilmente…e il mal di testa non era scomparso (ma chissa’ come mai dopo mezz’ora di gioco dei tanka a tutto volume?)

Al che l’unica mia ancora di salvezza per riprendermi era lui: il sento, ovvero il bagno pubblico! Fantastico!!

Mi sono rilassata, ripulita, esfoliata e divertita a parlare con una signora di mezz’eta’ molto loquace. Non c’e’ nulla da fare, nei bagni pubblici le giapponesi diventano molto piu’ disponibili a comunicare con le straniere. Gentilissima, mi ha chiesto se avessi 24 anni…l’ho adorata! Ha detto  che le straniere sono tutte carine, e che ce ne sono molte ultimamente (in effetti in quel momento eravamo in 3, le altre due erano tedesche penso) poi mi ha raccontato praticamente la storia della sua vita! Una bellissima serata. Gia’ perche questo sento rimane aperto fino a mezzanotte! Faro’ poi una recensione precisa al mio ritorno come per molte altre cose.

Purtroppo ho preso un brutto virus giapponese sulla mia pennetta dove avevo scaricato le foto (ha trasformato tutte le cartelle in files .exe…vedro’ di debellarlo al mio ritorno, con gli antivirus scritti totalmente in giapponese ho qualche problema). Per questo motivo non ho potuto inserire foto in questo articolo, sorry…

e ora via verso Shinjuku!!

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Corvo giapponese, foto by Sabrina Travi

Corvo giapponese, foto by Sabrina Travi

Spesso vediamo comparire dei corvi (karasu 烏) nei manga o negli anime (ad esempio in City Hunter) per sottolineare una situazione imbarazzante o comunque quando un personaggio fa qualcosa di stupido. Questo è perchè il suono onomatopeico del verso del corvo in giapponese è “Ahou Ahou” che tradotto suona più o meno come “idiota idiota”.

Un altro motivo è perché il Giappone è pieno di corvi! Enormi!! Non so dalle altre parti, ma a Kyoto e a Tokyo dominavano incontrastati! Non vi dico nel parco di Ueno!! Migliaia!!

Ecco un video interessante sulle abitudini dei corvi metropolitani! Amando le noci, ma non riuscendo ad aprirle lasciandole semplicemente cadere dall’alto, i corvi hanno studiato un ingegnoso sistema: lasciano che siano le ruote delle macchine a romperle! Ma come fare per non rimanere schiacciati loro stessi? Basta farle rompere su un passaggio pedonale! Quando il semaforo è verde per i pedoni è il momento giusto per correre a nutrirsi! (penso che facciano riferimento al suono del semaforo più che al colore…i corvi vedono i colori? Mah..onestamente non lo so….)

Commento di David Attenborough (il Piero Angela britannico), video della BBC:

Esiste anche una figura mitologica legata al corvo: il Tengu…ma di questo parleremo un’altra volta….

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